«Il gruppo Fiat intende spostarsi in Usa»

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MILANO – L’ipotesi venne già  smentita a suo tempo dall’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne: «Nessuno può accusare la Fiat di voler abbandonare l’Italia», aveva affermato Marchionne in un’audizione alla Camera lo scorso 15 febbraio. «Se il cuore della Fiat resterà  a Torino, la testa deve essere in più posti: a Torino per gestire le attività  europee, a Detroit per quelle americane, ma anche in Brasile e, in futuro, una in Asia», aveva detto l’ad del Lingotto. Stessi concetti ribaditi anche dal presidente Fiat, John Elkann, che aveva rinviato ogni decisione in merito al 2014. Storia chiusa? Non secondo la Reuters, che venerdì ha rilanciato l’ipotesi che la Fiat avrebbe intenzione di spostare il quartiere generale del gruppo negli Usa dopo la fusione con Chrysler.

REPORT – In un suo lungo report, l’agenzia inglese ricostruisce anche i temi al centro del dibattito negli ultimi tempi, tra questi anche l’ipotesi della quotazione in Borsa della Ferrari. Reuters parla di «rock star appeal» di Marchionne al Salone di Ginevra e paragona il manager del Lingotto all’Elvis Presley del settore auto. Secondo l’agenzia di stampa, l’ad Fiat pensa di mantenere a Torino la gestione delle operazioni europee e di creare un centro in Asia, mentre sulla sede legale del quartier generale la scelta – secondo fonti citate dalla Reuters – cadrebbe sul Paese dove il regime di tassazione è più conveniente: gli Stati Uniti. Nel report si parla anche della possibilità  di quotazione della Ferrari: Marchionne valuterebbe la casa di Maranello circa 5 miliardi di euro, secondo una fonte vicina al manager.

CHRYSLER – Per quanto riguarda i rapporti con Chrysler, la Reuters ricorda che Marchionne ha definito «Christmas wishes» (auguri di Natale) i suoi obiettivi di aumentare la quota Fiat in Chrysler al 51% entro quest’anno e di portare la società  Usa in Borsa. Prima la casa di Detroit dovrà  ripagare i suoi prestiti ai governi di Stati Uniti e Canada. Un pacchetto di rifinanziamento è attualmente all’esame del consiglio di amministrazione di Chrysler, mentre la società  è ancora in trattativa con il dipartimento dell’Energia degli Usa per ottenere tassi più favorevoli. Finché non avrà  la maggioranza di Chrysler, Marchionne non investirà  nella società  Usa soldi Fiat. Reuters ricorda che l’obiettivo delle due società  è di vendere 6,6 milioni di veicoli nel 2014 dopo l’integrazione. L’ad del Lingotto viene definito un uomo isolato nel gruppo Fiat, dove può contare esclusivamente sull’appoggio di John Elkann e, per quanto riguarda la sua successione, si ricorda che nella conference call di gennaio il manager Fiat ha detto: «Ho intenzione di restare qui finché non avremo fatto tutto».


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