Gbagbo catturato nel bunker di Abidjan arrestato dalle forze del rivale Ouattara

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ABIDJAN – Il presidente uscente della Costa D’Avorio Laurent Gbagbo è stato arrestato dalle forze del capo di stato Alassane Ouattara e condotto, insieme alla moglie Simone e al figlio, al Golf Hotel, quartier generale del presidente riconosciuto dalla comunità  internazionale. Lo ha precisato l’ambasciatore francese ad Abidjan, Jean-Marc Simon, smentendo che l’arresto sia stato eseguito dalle forze speciali francesi, come riferito in precedenza.

Testimoni hanno riferito che diversi tank sono entrati oggi nella residenza di Gbagbo ad Abijdan, capitale economica del Paese, dove da giorni si era asserragliato. I numerosi tentativi di arrivare ad un accordo per la sua resa, nelle ultime settimane, non sono andati a buon fine . Da parte francese è stato precisato che le forze speciali francesi non sono mai penetrate nella residenza, ma che Gbagbo “si è arreso alle forze repubblicane
di Ouattara poco dopo le 15:00″, 13:00 ora locale.

Il ministero della difesa francese, citato da Le Monde, ha detto che le forze di Ouattara hanno operato l’arresto con il sostegno della missione Onu e di quella francese Licorne. Mezzi blindati francesi e Onu erano infatti stati dispiegati lungo la strada che conduce alla residenza di Gbagbo, “parzialmente distrutta” dai bombardamenti lanciati la scorsa notte dalle forze Onu e francesi.

Da Parigi, la presidenza francese aveva sottolineato in precedenza che “l’intervento militare è stato richiesto dall’Onu per proteggere la popolazione” e che la missione della Francia “non è quella di deporre Gbagbo per via militare”. Il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha confermato di aver chiesto l’attacco e ha ribadito le accuse del palazzo di vetro nei confronti di Gbagbo, che la scorsa settimana “ha riunito le sue forze e ha dispiegato nuovamente l’artiglieria pesante”. Dopo la notizia dell’arresto di Gbagbo, Ouattara ha avuto una lunga telefonata con il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Per il primo ministro di Ouattara, Guillaume Soro, “è la fine di un incubo”. Ora l’ex leader verrà  processato dalla magistratura della Costa D’Avorio, ha riferito l’ambasciatore Onu del paese africano, Youssoufou Bamba, confermando che il presidente che si è rifiutato di cedere il potere si trova in stato d’arresto e assicurando che “è in buona salute”. Da Londra è stato lanciato un appello perché Gbagbo venga trattato con rispetto. “Gbagbo ha agito, negli ultimi mesi, contro tutti i principi democratici”, ha spiegato il ministro degli Esteri britannico William Hague, sottolineando però che è indispensabile che “venga trattato con rispetto” e che venga sottoposto a regolare processo.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito per consultazioni sul futuro della Costa D’Avorio. Il rapporto sulla cattura di Gbagbo viene illustrato ai Quindici, a porte chiuse, dal capo del dipartimento per le operazioni di pace, il francese Alain Leroy.

Gli scontri fra le forze fedeli al leader uscente e quelle di Alassane Ouattara , vincitore delle ultime elezioni presidenziali di novembre e sostenuto dalla comunità  internazionale, ma considerato da Gbagbo un usurpatore, hanno provocato migliaia di vittime  nel Paese e una situazione umanitaria tragica , come hanno denunciato diverse organizzazioni umanitarie. Negli ultimi quattro mesi è esplosa una vera e propria guerra civile che ha causato milioni di profughi.


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