Francia, allarme nucleare incidente a 200 km dal confine “Nessuna fuga radioattiva”

CODOLET – Gli uomini in tuta azzurra non hanno occhi che per il rilevatore di radioattività  che stringono in mano mentre camminano lentamente lungo la rete di recinzione della fornace della Centraco. Sono arrivati con il loro elicottero bianco a Codolet, 580 anime nella provincia del Gard, regione Linguedoc-Roussilon, quaranta chilometri da Avignone, appena saputo dell’esplosione nell’impianto per il trattamento dei rifiuti a bassa radioattività  che la centrale di Marcoulet ha impianto nel villaggio nel ‘99. Lo scoppio è costato la vita a un operaio, i cui resti sono stati trovati carbonizzati, e ne ha ustionato altri quattro: tre sono stati ricoverati nell’ospedale di Bagnols sur Ceze, il quarto (un ragazzo di 27 anni le cui condizioni sono disperate) è stato portato d’urgenza al policlinico di Montpellier.
Ora tutti si affannano a ripetere che quello di Codolet è «un semplice incidente industriale e non un incidente nucleare». Il ministro dell’Ecologia Nathalie Morizei Kosciuscko, corsa a Codolet per tranquillizzare la popolazione e più tardi a visitare i feriti in ospedale, lo spiega ai giornalisti e, come se fosse un mantra, ribadisce: «Non ci sono pericoli di contaminazione, tanto che non è stata decisa nessuna evacuazione, né altre misure antiradioattive. È uno sfortunato incidente industriale». La foga della ministra è comprensibile: l’esplosione nella fornace dove si bruciano le scorie «a bassa intensità » nell’immediatezza ha sollevato un’ondata di paura che non si è fermata al confine francese. In linea d’aria Codolet è lontana appena 250 chilometri da Torino, 300 da Genova. Il timore di una nuova Chernobyl aldilà  delle Alpi, in quella Francia che ospita ben cinquantotto reattori nucleari in funzione (e che producono il 75 per cento dell’energia elettrica consumata dai francesi) e che si è sempre opposta, anche dopo la tragedia del Giappone, a ridiscutere la questione dei siti atomici, si è diffuso in un baleno.
L’esplosione e l’incendio, secondo la gendarmeria che ha ricostruito «l’incidente» e che consegnerà  il suo rapporto al magistrato che ha aperto un’inchiesta, sarebbero avvenuti poco dopo mezzogiorno. Alle 16, dopo che i vigili del fuoco, avevano messo in sicurezza la zona, dalla prefettura è stato ufficialmente annunciato «il cessato allarme»: il traffico, bloccato inizialmente per precauzione ha ripreso a scorrere, intorno alla fornace sono rimasti solo pochi curiosi e i giornalisti delle tv francesi. Olivier Isnard, un esperto dell’Istituto per la Radioprotezione e la sicurezza nazionale, ha spiegato: «Al momento dell’esplosione i livelli radioattivi nel forno erano intorno a pochi “becquerel” per chilogrammo, significa che neanche i feriti sono stati contaminati».
Dalla Socodei, la società  che gestisce l’impianto Centraco e che è una filiale dell’Edf, l’azienda elettrica francese, sottolineano: «Non ci sono state fughe di radioattività , né di sostanze chimiche. Il forno in cui è avvenuto l’incidente è integro». E un dipendente che esce in fretta dal cancello della fornace taglia corto dicendo: «Abbiamo rispettato la procedura, fatto quello che deve essere fatto in casi come questo». Thierry Charles, direttore dell’Istituto per la Sicurezza Nazionale, però ricorda: «In passato in quella fornace si sono registrati altri piccoli incidenti e sono state rilevate preoccupanti lacune nei sistemi di sicurezza. Per questo era stato programmato un controllo totale dell’impianto e soprattutto dei suoi sistemi di protezione per il 2012». In Liguria e Piemonte non risultano dati allarmanti, ma il monitoraggio dell’aria della Protezione civile prosegue.


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