Per il titolo Mediaset crollo senza fine: meno 12%

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MILANO – Quasi 400 milioni bruciati in un’unica seduta. Questa la performance di Mediaset, il cui titolo è crollato del 12% (il 51% da inizio anno) in asta di volatilità . Chi sosteneva che Berlusconi premier non avesse incidenza sul valore di Mediaset, ieri si è dovuto ricredere. Certo la congiuntura astrale sul gruppo presieduto da Fedele Confalonieri di questi tempi è nefasta. I risultati dei nove mesi sono stati inferiori alle attese del mercato. La società  stima un 2011 in calo rispetto al 2010. Per recuperare ha annunciato un taglio dei costi, ma la sforbiciata è rimandata al 2012. Del resto Mediaset è un gruppo tv esposto su due dei Paesi (Italia e Spagna) più in crisi d’Europa: e quando c’è crisi le aziende tagliano gli investimenti pubblicitari anche se gli ascolti delle emittenti migliorano. Peraltro già  oggi l’audience di Mediaset al 37% non fa il paio con la raccolta pubblicitaria che è salita al 65% della torta dedicata alle tv. Un andamento anomalo che – secondo gli esperti di Exane-Bnp Paribas – fa di Mediaset il gruppo televisivo più «maturo» d’Europa.
Detto questo, per la banca francese valutare il Berlusconi-factor (il fattore Berlusconi) è una missione impossibile: «Da una parte l’uscita dalla scena politica potrebbe portare l’Italia a fare velocemente le riforme – scrivevano ieri in una nota gli esperti di Exane – dall’altra potrebbero esserci delle ripercussioni sul fronte regolatorio». Più categorici gli analisti della banca americana Citi, secondo cui tutto il «rumore intorno a Berlusconi» è un rischio per l’azienda. Inoltre – se a detta degli esperti la Rai finora è restata a guardare l’ascesa delle reti del Biscione – altri concorrenti insidiano il primato Mediaset e potrebbero diventare anche più pericolosi. A questo proposito martedì, insieme alle dimissioni di Berlusconi, il tg della 7 ha registrato un picco dell’audience del 14,6%. Un dato che la dice lunga sul malcontento, almeno di una fetta, del pubblico.
Gli analisti fanno poi notare come Mediaset non abbia diversificato a sufficienza le sue attività  e quanto sia stata poco fortunata negli investimenti. Ha speso mezzo miliardo per rilevare un terzo di Endemol, la società  che produce programmi e contenuti televisivi, tra cui il “Grande Fratello”. Ma anche Endemol è in crisi schiacciata da un pesante indebitamento, così Mediaset sta valutando se investire ancora e rilanciare ancora, pur di non perdere tutto. Il gruppo di Cologno ha poi provato a competere nelle tv a pagamento lanciando Mediaset Premium, un investimento complessivo stimato in 1,5 miliardi, che ancora non ha generato profitti e che nel 2011 registrerà  una perdita operativa di 50 milioni. E’ andata meglio l’avventura di Telecinco, ma pure l’emittente spagnola ha i suoi conti da pagare, con Cuatro, su cui nel 2010 ha investito mezzo miliardo.


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