“Donne in piazza per un’Italia diversa”

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ROMA – Quello che le donne dicono al governo Monti è chiaro e forte: tutela del welfare da considerare non più una spesa ma un investimento, democrazia paritaria nei partiti e nelle istituzioni, una nuova idea del servizio pubblico radiotelevisivo, la cancellazione delle dimissioni in bianco nei luoghi di lavoro, la maternità  come diritto universale con congedo a carico della fiscalità  nazionale. Sono alcune delle proposte che le donne italiane lanceranno oggi dalle piazze di diverse città  a partire dalle 14: in piazza Castello a Torino, piazza Roma ad Ancona, piazza Sant’Agostino a Modena, piazza della stazione a Venezia e così via in altre venti città  (anche a Jakarta ci sarà  una mobilitazione di donne italiane). Il cuore a Roma, in piazza del Popolo, dove le organizzatrici di “Se non ora quando” (Snoq), il network nazionale di associazioni femminili, ha previsto una manifestazione concerto, arie d’opera con l’Orchestra Sinfonica Europa Musica, il soprano Paola Di Gregorio, musica pop con Emma, Paola Turci, Marina Rei, Enrica Mou, alternate a testimonianze di donne italiane e straniere, con l’attrice Lunetta Savino, la regista Francesca Comencini, la sociologa Chiara Saraceno, l’economista Francesca Bettio, la pubblicitaria Anna Maria Testa, Licia Conte e Alessandra Mancuso di “Giulia”, neonata associazione che raccoglie 500 giornaliste italiane. Un momento di grande emozione sarà  il ricordo delle donne morte nel rogo della fabbrica di Barletta, Matilde, Tina, Marina, Antonella e Giovanna. Per la cantautrice Paola Turci, che sul palco con Marina Rei interpreterà  “People have the power” di Patti Smith, «è una manifestazione dai contenuti culturali, oltre che politici, perché ci ricorda anche il lavoro che dobbiamo fare, insieme agli uomini che mi auguro saranno numerosi in piazza, per uscire dai retaggi culturali che ci paralizzano, e per dimenticare i 15 anni del governo Berlusconi segnati per le donne da condizioni miserabili e sottocultura: per questo vorrei che in piazza ci fossero anche quelle donne, come Patrizia D’Addario e Terry De Nicolò, schiave di un modello figlio di un’ignoranza che fa spavento». Marina Rei sottolinea la richiesta di almeno il 50% di donne nel prossimo Governo, «che rifletta il contributo delle donne nella società , dalla famiglia al mondo del lavoro». Certo, sarà  difficile vedere il milione di donne che occuparono le piazze italiane il 13 febbraio contro il governo Berlusconi, «ma stavolta la manifestazione non è contro un governo ma per parlare al governo – dicono le organizzatrici – per costruire insieme un paese in cui le donne, italiane per nascita o scelta, possano sentirsi finalmente cittadine».


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