Squinzi nuovo presidente di Confindustria

MILANO – Giorgio Squinzi, patron del colosso della chimica Mapei, ha confermato i pronostici della vigilia, succedendo così a Emma Marcegaglia alla guida degli imprenditori italiani. Da appassionato ciclista, si è paragonato a un campione iridato delle due ruote per spiegare il voto a sorpresa che lo ha portato a essere nominato nuovo presidente di Confindustria. «Ho fatto come Oscar Freire che veniva fuori negli ultimi 50 metri e batteva tutti». Ma la volata che lo ha visto opposto al numero uno della Brembo, Alberto Bombassei non è proprio andata come sembrerebbe dalla sua metafora sportiva. 
Secondo quanto avevano garantito i tre “saggi” incaricati di sentire le preferenze delle associazioni territoriali e di categoria, il voto dei 180 membri della giunta di Confidustria avrebbe dovuto vederlo nettamente favorito, con oltre una cinquantina di voti di differenza. Una vittoria a mani alzate, che si è – invece – trasformata in un successo per una incollatura: 93 voti contro gli 82 raccolti dal rivale.
Un voto che rischia di spaccare l’associazione, nonostante da più parti si inviti all’unità  del fronte imprenditoriale, soprattutto in un momento di profonda crisi dell’economia italiana. Lo ha fatto subito la stessa Marcegaglia: «Non è la prima volta che due presidenti competono tra loro. È un valore per Confindustria. Tutti si ritroveranno e compatteranno, come sempre, attorno al nuovo presidente».
Ma non è detto che i supporter di Bombassei si diano per vinti. Anzi, per il momento appare proprio il contrario, tanto è vero che l’industriale bergamasco ha dato appuntamento a tutti gli 85 che hanno votato per lui per martedì prossimo a Milano per decidere il da farsi. Il nuovo scontro, come ha fatto capire uno dei suoi più convinti supporter, il presidente degli industriali di Pordenone, Michelangelo Agrusti: «Il consenso che si è raccolto attorno alla candidatura di Alberto Bombassei rappresenta un risultato. Numeri che rappresentano la stragrande maggioranza dell’industria del paese e la maggioranza assolutamente prevedibile dei voti in assemblea». Il che tradotto significa che Squinzi potrebbe essere bocciato nell’appuntamento previsto a maggio dall’assemblea “privata” di Confindustria, dove votano oltre 1.800 delegati e dove è prevista l’elezione ufficiale: in caso di ribaltone non verrebbe eletto Bombassei, ma dovrebbe ricominciare tutta la procedura.
Ma le diplomazie sarebbero già  al lavoro. Il tentativo di dialogo è stato affidato a due presidente uscenti, Giorgio Fossa e Antonio D’Amato, che guarda caso rappresentano l’uno il Nord e l’altro il Meridione. Perché la spaccatura di Confindustria è anche geografica, con Bombassei che ha prevalso nelle regioni settentrionali, mentre Squinzi ha dalla sua tutto il Centrosud.
Il patron della Mapei, intanto, ha cominciato a parlare da presidente “designato” e ha lanciato i suoi primo messaggi distensivi: «Il mio obiettivo è essere il presidente di tutti e mi adopererò per questo». Ed ha così incassato i complimento di Bombassei: «Faccio i migliori auguri di buon lavoro a Giorgio Squinzi, a cui tutti noi siamo pronti a dare piena e leale collaborazione». Ma nei prossimi giorni si capirà  se è proprio così.


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