Approfondimenti Mutui, Titoli: che succede se si lascia l’Euro

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La finanza fatta con i «se» è inattendibile. Quasi come la fantascienza. Eppure le ipotesi, a volte, sono l’unica chiave a disposizione per cercare di capire meglio la realtà .
Che cosa succederebbe ai cittadini, greci ed europei, se davvero Atene decidesse di abbandonare l’euro? La verità  è che nessuno lo sa. Perché l’Unione monetaria ha solo porte per entrare e nessuna finestra giuridica per uscire. E quindi la crisi aperta da un singolo abbandono non trova paragoni storici a cui fare riferimento. Alcuni meccanismi che potrebbero mettersi in moto — la svalutazione, la sorte dei tassi di interesse e dei titoli di Stato — sono però assimilabili ad altre situazioni di grande tensione che i mercati, in maniera molto meno interconnessa, hanno vissuto anche in passato. 
Per gli italiani, per esempio, l’idea della svalutazione (a cui la dracma andrebbe incontro immediatamente dopo il divorzio) chiama subito il ricordo del 1992, quando il nostro Paese venne costretto ad abbandonare lo Sme, il sistema monetario europeo, dopo un furioso attacco speculativo. Il dopo è storia, non finanza fatta con i «se». Tra maggio e ottobre la lira perse il 25% rispetto al marco tedesco. Nel periodo successivo i Bot andarono al 17%, l’inflazione schizzò e i titolari di un mutuo in Ecu — il paniere che rappresentava le divise europee — o in altre monete straniere maledissero la scelta extra valutaria. Perché la lira perse terreno rispetto a tutte le monete forti. 
Più o meno quello che potrebbe succedere ai greci. I meccanismi sono gli stessi, ma il contesto è davvero molto diverso. Lo Sme era solo un sistema di cambi, i destini dell’Unione monetaria non erano ancora legati come lo sono ora. Che cosa succederebbe? Nella speranza che il «se» rimanga tale e che non si debba passare all’indicativo, qui abbiamo cercato di spiegare solo i primi passi di un’eventuale crisi da distacco dal punto di vista di un piccolo risparmiatore.


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