«Ora la nostra azione è diretta, prima chiamavamo gli alleati»

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Generale, gli italiani bombardano.
Innanzi tutto bisogna chiarire che questo tipo di armamento, che si chiama Lizard, è estremamente preciso. Molto più preciso, per fare un esempio, dei missili Tow che vengono utilizzati dagli elicotteri e che usano un sistema cosiddetto ‘filoguidato’. In secondo luogo, in passato, se avevamo bisogno dell’intervento dell’aviazione, chiamavamo gli alleati a compiere le missioni. Adesso no, ma con una differenza sostanziale.
Quale sarebbe?
Il fatto è che sappiamo esattamente quel che facciamo e, tengo a sottolinearlo, con un’attenzione particolare al rischio di vittime civili, argomento su cui le Forze armate italiane sono molto sensibili. Mi spiego: se prima chiamavamo l’aviazione di altri Paesi e ci limitavamo a dar loro le indicazioni di dove colpire, con una nostra azione diretta siamo noi che andiamo sull’obiettivo.
Ma con che maggiori garanzie sulle vittime civili?
Prima un Predator, aereo senza pilota, fa la ricognizione e manda in tempo reale le immagini al comando. Il caccia che carica le bombe però non parte da solo. Va sull’obbiettivo accompagnato da un altro aereo che compie un’ulteriore verifica che, nel frattempo, l’area non si sia popolata e infine punta l’oggetto, nell’ultimo specifico caso antenne radio montate dai talebani per poter coprire un raggio maggiore di comunicazione. Lo colpisce quindi con un raggio laser che ‘rimbalza’, così che il caccia armato con le bombe utilizzi quella traiettoria per colpire l’obiettivo. Il margine di errore è da escludersi. 
Da quando li usiamo?
I sistemi d’arma sono arrivati in zona operativa solo dopo la comunicazione in parlamento del ministro Di Paola in gennaio.
È la prima volta che li utilizziamo?
Sono già  stati utilizzati in Libia. LA CONFERMA
«Sappiamo esattamente quel che facciamo. Lizard è un sistema d’arma estremamente preciso, il margine di errore è da escludersi. Se in passato chiedevamo all’aviazione di altri Paesi di intervenire e ci limitavamo a dar loro le indicazioni di dove colpire, adesso siamo noi che andiamo sull’obiettivo»


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