Libertad in ostaggio

Loading

Fondi avvoltoio, dimissioni eccellenti
I Fondi avvoltoio, «hold outs», appartengono alla NML Capital Ltd. una finanziaria con sede nelle isole Cayman che con le sue attività  speculative, girano il mondo alla ricerca di buoni del debito sovrano di Paesi falliti o vicini al fallimento, per poi aprire cause internazionali in tribunali in cui contano di avere sentenze di favore. In questa trappola è caduta la nave simbolo della marina militare argentina, la Fregata Libertà , che da 15 giorni è ferma nel Ghana.
Dal 2001 i tradizionali viaggi della nave sono stati circoscritti, per ordine del ministro di difesa, Nilda Garré, ai soli porti dell’America Latina. Si volevano evitare confronti con le lobby della speculazione finanziaria internazionale disposti a chiedere il sequestro dei beni argentini all’estero. Questi Fondi reclamano al governo argentino il pagamento nominale di 4 miliardi di dollari, titoli che hanno acquistato al prezzo di carta straccia. Nel 2012 il nuovo ministro di difesa Arturo Puricelli ha accettato modifiche non giustificate al piano di viaggio per cui la fregata avrebbe dovuto fermarsi a Tema invece che a Lagos, come previsto. Quando Puricelli informò il ministero degli esteri, il vice Eduardo Zuain avvertì del pericolo di ormeggiare nei porti europei dove i fondi speculativi avevano aperto cause contro l’Argentina e segnalò il rischio del tour in quanto i fondi avvoltoio con la loro azione di lobbying potevano creare problemi anche in altri paesi.
Le attività  della NML Capital Ltd. trovano alleati internazionali. A un mese dalla partenza della Fregata da Buenos Aires, il vicepresidente di questo Fondo, Jay Newman, ha riaperto le negoziazioni con Buenos Aires con una lettera indirizzata a Cristina Kirchner, non a caso lo stesso giorno in cui il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Mike Hammer, in una conferenza stampa a Washington ha chiesto con urgenza all’Argentina «il rispetto degli impegni internazionali e la normalizzazione dei suoi rapporti con la comunità  finanziaria».
Domenica scorsa un duro editoriale di Horacio Verbitsky sul giornale Pagina12 accusava l’attuale ministro della difesa e i vertici della marina militare della situazione che ha portato al sequestro della nave ammiraglia. La bufera della denuncia ha provocato le demissioni dell’ammiraglio Carlos Alberto Paz, del segretario generale della marina militare, ammiraglio Luis Marà­a Gonzà¡lez Day e del commodoro Alfredo Blanco. Ieri è arrivata pure la rinuncia di Lourdes Puente Olivera, titolare della Direzione nazionale di inteligenza strategica militare (Dinem). Nel suo editoriale Verbitsky aveva svelato anche il curriculum di Puente Olivera con un suo corso di specializzazione nel Western Hemisphere Institute for Security Cooperationes, operativo a Fort Benning, e difatto successore della famigerata United States Army School of the Americas (USARSA) Scuola delle Americhe, che addestrò i vari dittatori latinoamericani nelle pratiche di sequestro, tortura, desaparicià³n e lotta contro l’insorgenza.
Lotta ai capitali speculativi
L’Argentina ha chiesto al Tribunale del commercio del Ghana di liberare la Fregata con i suoi 200 marinai allegando l’immunità  diplomatica della nave. Per l’articolo 34 del trattato internazionale sul diritto del mare, sancito dalle Nazioni unite e firmato da entrambi i Paesi, «le navi da guerra e altri vascelli di Stato destinati a fini non commerciali sono protetti da immunità  sovrana e dunque esenti da requisizioni o embarghi». Richard Adjei Frimpong, magistrato nella causa, ha respinto la richiesta di Buenos Aires. Lo stesso governo del Ghana si è pronunciato a favore della liberazione della Fregata chiedendo al giudice di procedere in tale direzione, ma tutto è stato inutile.
Il governo argentino, allora, ha spedito in Ghana i due viceministri (Difesa ed Esteri) per trovare una soluzione al conflitto. I legali del Fondi avvoltoio a questo punto hanno chiesto, tramite la magistratura del Ghana, una garanzia di 20 milioni di dollari per lasciar partire la Fregata, ma l’Argentina non accetta negoziare con questi fondi speculativi che ha più volte denunciato in ambito internazionale di essere tra i colpevoli della grave crisi che portò nel 2001 il Paese al default.
Un portavoce del ministero degli Esteri ha annunciato che l’Argentina «esaurirà  tutte le istanze processuali in Ghana e quelle dei tribunali internazionali in difesa della propria sovranità , contro i fondi avvoltoi e tutti coloro che pretendano imporre un sistema globale dove i popoli vivano sottomessi ai capitali speculativi». Se la magistratura del Ghana non libera la nave, l’Argentina dovrà  ricorrere al Tribunale internazionale del diritto del mare con sede in Amburgo. Il protrarsi del conflitto, però, costa all’Argentina 50.000 dollari al giorno per l’ormeggio della nave nel porto di Tema.
Fmi-Argentina, lo scontro oggi
La vicenda, tuttora aperta, è indicativa della pericolosità  di lasciare fuori controllo l’economia finanziaria, in generale, e i fondi speculativi in particolare. Quella massa di risparmio sacrificato alla speculazione è una mina vagante in grado di ignorare il diritto, distruggere intere economie nazionali. Dopo il default dell’Argentina nel 2001, il Paese è rimasto fuori dai prestiti dell’economia finanziaria internazionale. Nessuno si è fidato più dell’Argentina. Il governo, non avendo più la possibilità  di ricorrere ai prestiti degli organismi finanziari internazionali, ha deciso di indirizzare il risparmio interno verso l’economia reale. Le misure, accolte a denti stretti dai grandi gruppi economici e finanziari locali, hanno generato la rinascita economica e sociale del Paese. l’Argentina nell’ultimo decennio è cresciuta ad un ritmo del 7,5% annuo. Ha saldato il debito con il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), espulso la delegazione dal Paese e disatteso tutti i suoi consigli. Qualche settimana fa, il direttore del Fmi, Christine Lagarde, ha minacciato il paese con il «cartellino rosso». Cristina Kirchner ha risposto dal palco dell’Assemblea generale dell’Onu che il Fmi sbagliava a credere che l’Argentina fosse una squadra di calcio e che tra l’altro aveva sbagliato con tutte le sue ricette dagli anni ’80 in poi.


Related Articles

Statali in piazza per il contratto “No alle mance”

Loading

Sindacati verso lo sciopero:“Il governo si vergogni”. Il trasporto locale rinnova

Avviso dei Forconi: blocchiamo i Tir E a Genova il leader va via in Jaguar

Loading

Tensioni a Milano, 5 arresti a Torino. Il siciliano Ferro si dissocia

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment