Tra gli islamisti delusi da Morsi “È incompetente, affonda l’Egitto”

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Nel quartiere, sia i sostenitori sia i detrattori della Fratellanza parlano di una profonda erosione nel sostegno popolare del gruppo; questa era evidente, dicono, ancor prima della bassa affluenza alle urne e dell’esiguo margine registrato al primo turno elettorale su quella che la gente del posto chiama «la Costituzione della Fratellanza».
I risultati finora sembrano aver colto di sorpresa i leader dei Fratelli e l’opposizione. Anche se la bozza costituzionale fosse approvata al secondo turno — come si prevede che avverrà  â€” nuovi interrogativi riguardo alla Carta e al mandato della Fratellanza potrebbero prolungare le agitazioni politiche in Egitto e di conseguenza rinviare a data indefinita le urgenti riforme economiche.
Gli abitanti di questo quartiere e del Cairo affermano che il calo nella popolarità  dei Fratelli musulmani non scaturisce dalla loro ideologia religiosa, ma da tre rimostranze: politiche economiche poco chiare da parte del governo, un monopolio quasi assoluto del potere, e le violenze inflitte agli oppositori da parte dei sostenitori civili, negli scontri di piazza due settimane fa. E tuttavia, stando a molti, la Fratellanza resta la forza politica più importante, in parte per l’incoerenza dell’opposizione troppo focalizzata sull’aspetto religioso.
Ma per ora, agli occhi degli economisti, la lotta per il potere mette a repentaglio i progressi fatti su questioni riguardanti questioni di sopravvivenza quotidiana per la popolazione, che sono di primaria importanza attraverso l’intero spettro ideologico. Ragui Assad, economista dell’università  del Minnesota con uno studio al Cairo, dice che «l’economia locale necessita urgentemente di decisioni che siano coraggiose dal punto di vista politico e credibili, ma al momento nessun governo può prenderle».
Un prestito di importanza determinante, pari a oltre quattro milioni di dollari, avrebbe dovuto essere firmato questo mese presso il Fondo monetario internazionale, ma è stato rinviato a quando la situazione politica sarà  risolta. La valuta egiziana sta perdendo valore e il passo più ovvio per incrementare la crescita e dare impulso all’economia richiede un governo credibile, soprattutto politicamente competente. Ogni tentativo, in passato, di ritoccare le sovvenzioni ai prezzi energetici ha provocato tumulti.
«Ci ritroviamo un governo privo non solo di legittimità , ma anche di competenze politiche», dice Assaad.
Per molti abitanti di Al Talbeya, il momento cruciale del preludio al referendum è stato la sera del 5 dicembre, quando i Fratelli musulmani hanno invitato i loro sostenitori a difendere il presidente Mohamed Morsi dalle proteste in corso fuori dal suo ufficio. Negli scontri hanno perso la vita 10 persone e benché la Fratellanza abbia
dichiarato che le vittime erano loro affiliati, i residenti accusano ancora adesso il gruppo delle violenze.
Molti qui accusano Morsi, appartenente al partito politico dei Fratelli musulmani, di essersi concentrato esclusivamente sulla sua base islamista, mentre altri puntano il dito contro il suo decreto, poi abrogato, col quale avrebbe voluto scavalcare il potere giudiziario fino all’approvazione di una costituzione.
Eppure, a detta di molti analisti, il voto sulla Costituzione — approvazione o rifiuto — avrebbe dovuto costituire una facile vittoria per la Fratellanza. Ma già  il primo giorno l’affluenza alle urne è stata inferiore al 33 per cento, e secondo i Fratelli musulmani soltanto il 56,5 per cento degli elettori avrebbe votato sì. Alcuni si dicono pronti ad approvare la bozza costituzionale anche se hanno perso fiducia nei Fratelli musulmani, nella speranza di un processo politico più stabile. «Non possiamo eleggere un nuovo presidente ogni giorno», spiega Sayed Abu Gabal, insegnante di 45 anni. Premesso ciò, ha però aggiunto che non voterà  «mai più» per i Fratelli musulmani o i salafiti.
(©2012  New York Times News Service

traduzione di Anna Bissanti)


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