Merkel in soccorso a Sama­ras e in migliaia scendono in piazza

Ieri migliaia di ate­niesi hanno mani­fe­stato sfi­dando il divieto e i cin­que­mila poli­ziotti mobi­li­tati dal governo di Anto­nis Sama­ras per pro­teg­gere la sua ospite e pro­tet­trice: la can­cel­liere Angela Merkel

Argyrios Panagopoulos , il manifesto redazione • 12/4/2014 • Copertina, Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 879 Viste

Ieri migliaia di ate­niesi hanno mani­fe­stato per le strade, sfi­dando il divieto e i cin­que­mila poli­ziotti, le decine di auto­blindo e le cen­ti­naia di moto­ci­cli­sti coraz­zati che aveva mobi­li­tato il governo di Anto­nis Sama­ras per pro­teg­gere la sua illu­stre ospite e pro­tet­trice: la can­cel­liere Angela Merkel.

In testa al cor­teo — par­tito da piazza Kla­th­mo­nos, a pochi passi dalla banca dove è esplosa l’autobomba due giorni fa– i licen­ziati dalla tele­vi­sione pub­blica Ert e le donne delle puli­zie licen­ziate dal mini­stero delle Finanze che hanno scan­dito lo slo­gan «Né Mer­kel, né Sama­ras — il futuro appar­tiene al mondo del lavoro». Gio­vani hanno tirato pal­lon­cini con colore rosso con­tro i poli­ziotti che ave­vano iso­lato il par­la­mento e costretto il cor­teo a tor­nare verso l’Università in via Pane­pi­sti­miou. Par­te­ci­pare al cor­teo non era facile per­ché tutto il cen­tro di Atene era bloc­cato da immense forze di poli­zia e le sta­zioni della metro­po­li­tana erano chiuse.

Syriza aveva chia­mato la gente a sfi­dare i divieti e di par­te­ci­pare alle pro­te­ste con­tro la visita di Mer­kel. Al cor­teo hanno par­te­ci­pato tra gli altri il sin­da­cato del set­tore pub­blico Adedy, la extra­par­la­men­tare Antar­sya e i sin­da­cati di tutti i media. Alcuni dei mani­fe­stanti hanno sfi­dato più tardi anche la piog­gia restando fino alla sera in via Panepistimiou.

La visita di Mer­kel ad Atene ha avuto un carat­tere pura­mente pre­e­let­to­rale e pro­pa­gan­di­stico sia per appog­giare il fido Sama­ras sia per dare all’opinione pub­blica tede­sca l’ imma­gine che le sue poli­ti­che di auste­rità hanno avuto suc­cesso. Non a caso il governo di Sama­ras, senza nes­sun motivo eco­no­mico o finan­zia­rio, aveva emesso il giorno prima dell’arrivo di Mer­kel, bond cin­quen­nali per il valore di 3 miliardi con inte­ressi del 4,95%, che coste­ranno al popolo greco 750 milioni in 5 anni. Ieri Mer­kel e Sama­ras hanno sot­to­li­neato il finto ritorno della Gre­cia sui mer­cati, nascon­dendo il suo vero costo e il fatto che la Bce aveva in pra­tica garan­tito prima il suc­cesso di que­sta ope­ra­zione speculativa.

Sama­ras cerca di com­prare il voto dei greci nelle immi­nenti ele­zioni ammi­ni­stra­tive ed euro­par­la­men­tari pro­met­tendo 833 euro per ogni fami­glia con due figli o 500 euro alle fami­glie con red­diti fino a 6.000 euro annui. Soldi che saranno pagati dal sur­plus pri­ma­rio che hanno gene­rato i tagli. Nella loro con­fe­renza stampa dopo l’incontro Sama­ras e Mer­kel hanno cer­cato di creare un clima otti­mi­sta per il futuro del paese, dopo i sacri­fici per met­tere i conti in ordine. I due hanno insi­stito sulle rela­zioni bila­te­rali, con la par­te­ci­pa­zione della Ger­ma­nia nel Fondo Greco di Investimenti.

Sama­ras ha rin­gra­ziato Mer­kel per la sua visita e la soli­da­rietà del popolo tede­sco verso la Gre­cia. «Credo che la Gre­cia con la sua matu­rità e i sacri­fici del suo popolo può riu­scire ad avere successo.Questa è la rispo­sta migliore a tutti quelli che ave­vano dato per scon­tato l’insuccesso del paese», ha detto Sama­ras rife­ren­dosi indi­ret­ta­mente al lea­der «pian­ta­grane» di Syriza Ale­xis Tsi­pras, che rimane primo nei son­daggi per le europarlamentari.

Mer­kel ha elo­giato il lavoro del governo di Sama­ras e la sua «coe­rente poli­tica rifor­mi­sta», «il suc­cesso delle misure di auste­rità» e che «aspetta per quest’anno il ritorno dell’economia greca in ter­mini posi­tivi», ma ha evi­tato di visi­tare il par­la­mento greco ed avere col­lo­qui con chi è con­tra­rio alla sua poli­tica, come aveva già fatto nella sua pre­ce­dente visita ad Atene il 2012.

Intanto un altro diri­gente di Alba Dorata è finito ieri in car­cere. Una­nime la deci­sione dei giu­dizi istrut­tori, che hanno con­si­de­rato il segre­ta­rio della sezione dei neo­na­zi­sti del Pireo, Tho­mas Mpa­re­kas impli­cato in aggres­sioni con­tro immi­grati. Tra i capi di accusa anche il feri­mento di due mino­renni ed un con­si­gliere comu­nale di Pireo.
Una volta par­tita Angela Mer­kel, Syriza ha aspet­tato Sama­ras in par­la­mento per sen­tire le sue spie­ga­zioni circa le rela­zioni del suo fidato segre­ta­rio gene­rale Mpal­ta­kos con il lea­der di Alba Dorata Kas­si­dia­ris e i depu­tati neo­na­zi­sti, come lo stesso Mpal­ta­kos ha ammesso ai giu­dici. Il fatto che gli incon­tri tra i due sareb­bero avve­nuti dopo l’assassinio del rap­per di sini­stra Pavlos Fys­sas per mano di cri­mi­nali neo­na­zi­sti e la car­ce­ra­zione del capo di Alba Dorata Mixa­lo­lia­kos, ha raf­for­zato l’idea della con­vi­venza di Alba Dorata con set­tori di Nuova Demo­cra­zia e le istituzioni.

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