Oggi è il “ tax day ” da 44 miliardi Nelle grandi città 197 euro medi di Tasi a famiglia

Secondo un calcolo della Uil servizio politiche territoriali la tassa sui servizi indivisibili (Tasi) rispetto all’Imu ha penalizzato le case di minor pregio e dunque, presumibilmente, la fascia meno protetta della popolazione

Roberto Petrini, la Repubblica redazione • 16/12/2014 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 511 Viste

ROMA . Il prossimo anno la Tasi resterà congelata, ma oggi l’ultimo round del 2014 con il fisco passerà agli annali. La tassa a conti fatti rischia quest’anno, al suo debutto, di essere più cara della sua «antenata», l’Imu, che si pagò per la prima e ultima volta sulla prima casa interamente nel 2012. Secondo un calcolo della Uil servizio politiche territoriali la tassa sui servizi indivisibili (Tasi) rispetto all’Imu ha penalizzato le case di minor pregio e dunque, presumibilmente, la fascia meno protetta della popolazione. Infatti per sei famiglie su dieci che abitano in case con rendite catastali più basse (categoria A3) la Tasi sarà più cara della vecchia Imu che fu pagata nel 2012. Mentre per le abitazioni di maggior pregio la Tasi batte l’Imu, e pesa di più sulle tasche del contribuente, solo in 4 casi su dieci.
Accantonata per ora la local tax, il bilancio della Tasi (2,5 per mille sulla rendita catastale più uno 0,8 per mille per i Comuni che intendono concedere detrazioni) si presta a molte critiche. Disagio viene segnalato per il groviglio delle aliquote e per le detrazioni: ci sono circa 100 mila combinazioni. Senza contare che quest’anno ha dovuto pagare la Tasi anche chi è in affitto.
E il costo? Secondo la Uil sarà di 156 euro medi a famiglia per una abitazione principale (detrazioni comprese), ma se si prendono a riferimento le città capoluogo i costi salgono a 197 euro a famiglia con punte di 400 euro a Torino, 391 a Roma e 300 a Milano.
A quanto ammonta l’incasso del fisco nel tax-day odierno? La Tasi, che si paga per tutte le prime case e sulle seconde case dove è stato previsto da Municipi (ad esempio a Roma, Milano, Bergamo e Verona ecc.), consentirà ai sindaci di incassare 1,9 miliardi (che si aggiungono ad altrettanti pagati con l’acconto). Si paga anche l’ultima rata dell’Imu, rima- sta in vigore per le seconde abitazioni e gli altri immobili, che in grandissima parte affluirà nelle casse dei sindaci (capannoni e alberghi li incassa lo Stato), e costerà oggi agli italiani ben 10,5 miliardi (21 miliardi in totale su base annua). La partita Tasi-Imu comporterà un versamento, calcolato dalla Uil servizio politiche territoriali, pari a 12,5 miliardi.
Il ministero dell’Economia tuttavia non ci sta a passare per chi spreme il contribuente. Con una nota emessa in serata gli uomini di Padoan hanno sottolineato che se si guarda alla prima casa, rispetto al 2012, il gettito è sceso del 13,9 per cento per l’accoppiata Imu-Tasi (l’Imu è rimasta per le prime case di lusso) e che comunque non ci troviamo di fronte ad «picco particolarmente elevato » quest’anno: nel mese di dicembre il gettito sarà intorno all’11 per cento del gettito annuo, sostanzialmente in linea con quanto pagato negli anni passati. Quanto al tax day, per il Tesoro, è stato fatto per «facilitare i pagamenti ».
Se buona parte della tredicesima e dei bonus andrà comunque alla casa, altre imposte sono in agguato nella data fatidica di oggi. Mano al portafoglio dunque per pagare oltre la Tasi sull’abitazione principale e l’Imu sulle seconde case, anche la Tari-rifiuti, il versamento dell’Iva e le ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti. In tutto 44 miliardi, secondo i calcoli della Cgia di Mestre. Il consueto versamento dell’Iva garantirà l’importo più cospicuo, pari a 16 miliardi di euro; dalle ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti l’erario incasserà altri 12 miliardi mentre dal versamento dell’Irpef dei lavoratori autonomi arriverà 1 miliardo.

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