Eurogruppo straordinario per Atene S&P taglia ancora il rating sul debito

Eurogruppo straordinario per Atene S&P taglia ancora il rating sul debito

ATENE Ancora quattro giorni e poi arriverà il G-Day, il giorno della Grecia. Mercoledì 11 febbraio si incontrerà in via straordinaria l’Eurogruppo, il club dei ministri delle Finanze dell’eurozona. E la Grecia è invitata a presentare la sua proposta per risolvere l’impasse sul debito, dopo il no del governo di Alexis Tsipras all’austerità.
La sollecitazione, condivisa in Europa, è giunta dal portavoce del ministero delle Finanze tedesco. La pressione su Atene è forte, visto che l’11 febbraio è anche il giorno in cui la Banca centrale europea smetterà di accettare titoli pubblici ellenici a garanzia dei prestiti.
Intanto in Grecia, nella ridda di indiscrezioni, inizia a trapelare anche una nuova possibile apertura da parte del governo. Secondo quanto riportato sulla stampa, l’entourage di Tsipras non escluderebbe a priori, per il vertice di mercoledì, una qualche forma di estensione dell’attuale accordo di salvataggio, per quanto contestato. Così Atene mirerebbe a riaprire per qualche mese i canali dei finanziamenti europei, in vista di un nuovo piano per metà dell’anno. Ma le voci si sono rincorse diversissime tra loro e spesso contraddittorie. Tanto che fonti governative dicono esattamente il contrario: l’esecutivo non accetterà proroghe all’attuale programma di salvataggio-austerity. Ma, in questo caso, il programma-ponte che vorrebbe Atene incontra il secco «no» del presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: i Paesi dell’area euro, ha detto, non concederanno alla Grecia un prestito temporaneo per tenerla a galla mentre Tsipras tenta di rinegoziare i termini di un nuovo accordo finanziario con l’Ue, senza proseguire con l’austerity. Poi, altre voci hanno lanciato l’al-larme liquidità per fine mese, mentre una fonte vicina all’esecutivo ha detto che Atene non vuole nuove tranche del piano di salvataggio, bensì gli utili realizzati dalla Bce sui bond ellenici e l’autorizzazione a emettere nuovo debito a breve termine.
Dal fronte dei creditori lo slogan è questo: niente nuovi soldi senza impegni. E nell’incertezza greca (ma domani Tsipras dovrebbe presentare il suo programma di governo) Standard&Poor’s è tornata a tagliare il rating del Paese, da B a B- con prospettive negative, e a parlare della possibilità dell’uscita dall’euro. Ma l’ipotesi di un addio della Grecia alla moneta unica è «del tutto fuori luogo», secondo il nostro ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Intanto la Borsa greca ha perso un altro 2 per cento e lo spread con i Bund vale 940 punti. Una nota di ottimismo arriva però dalla Bce: per il presidente del consiglio di vigilanza, Daniele Nouy, «oggi le banche greche sono molto più solide». Sul fronte geopolitico, in concomitanza con l’invito a Mosca di Vladimir Putin a Tsipras, ad Atene il vicesegretario aggiunto al Tesoro Usa responsabile per gli Affari europei, Daleep Singh, ha incontrato i vertici del nuovo governo. Mentre il parlamento ha eletto il suo presidente: Zoe Constantopoulou, 38 anni, avvocato e seconda donna da sempre a ricoprire l’incarico.


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