Intesa sulle banche tra Italia e Bruxelles Padoan: “Sarà utile”

Intesa sulle banche tra Italia e Bruxelles Padoan: “Sarà utile”

Una maratona negoziale che termina alle dieci di sera. Ma alla fine sui crediti deteriorati delle banche italiane arriva il sospirato accordo tra governo e Commissione europea. L’intesa ruota intorno alla Cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs). «Abbiamo raggiunto un accordo su un meccanismo di garanzia che rappresenta uno strumento molto utile per la gestione delle sofferenze » del sistema bancario, afferma Padoan lasciando il Berlaymont, il palazzo della Commissione europea dove era entrato intorno alle quattro e mezza del pomeriggio per incontrare la responsabile alla Concorrenza, Margrethe Vestager.

Si tratta del veicolo per scaricare i 200 miliardi di crediti deteriorati dalle banche che Bruxelles, per evitare ogni forma di illecito aiuto di Stato, ha smontato al punto che ormai alla vigilia dell’incontro veniva chiamata “bad bank light”. Non in grado da sola di risolvere tutti i problemi degli istituti, ma ormai quasi un feticcio da ottenere a ogni costo per evitare nuovi scossoni sui mercati dopo i crolli della scorsa settimana. Un insuccesso non sarebbe stato perdonato dagli investitori.

L’Italia già da tempo aveva rinunciato alla “bad bank grande”, quella classica di sistema, un unico veicolo che compra dalla banche a prezzo scontato i non performing loans e li gestisce al loro posto. Dopo le picconate della Commissione al progetto iniziale, due settimane fa il Tesoro aveva presentato l’ultima proposta secondo la quale ogni banca può creare una propria mini bad bank alla quale vendere i crediti scadenti. Con la facoltà di ottenere una garanzia pubblica a pagamento per assicurarsi contro eventuali perdite: se i crediti alla fine dovessero fruttare alla bad bank meno di quanto li ha pagati – ad esempio perché gli immobili del pacchetto acquistato non sono stati venduti – allora verrebbe indennizzato dalla garanzia pubblica.

Il nodo che ha inchiodato il negoziato per mesi e sul quale ieri Padoan e Vestager hanno discusso per cinque ore e mezzo, è il prezzo da pagare per ottenere la garanzia. Al prezzo di mercato, la richiesta della Commissione per evitare una condanna per aiuti di Stato.

Uscendo dalla riunione, Padoan ha spiegato che l’accordo sui Gacs «accompagna e si rafforza con le misure per la velocizzazione dei processi che sono state introdotte qualche mese fa». Uno strumento «che completa la scatola per gli attrezzi per gestire i crediti in sofferenza». Il meccanismo, ha aggiunto, «è un po’ più complicato di una garanzia statale, ma ha un sistema di incentivazione per accelerare i tempi».

Di fatto si tratta della possibilità per le banche di vendere alla propria bad bank titoli che contengono i crediti deteriorati. La garanzia arriva direttamente dal Tesoro, che mette a disposizione 40 miliardi (che impatteranno sul debito pubblico) per assicurarli. Il costo della garanzia aumenta nel corso del tempo, in modo da rendere più rapida la dismissione dei crediti tossici in pancia alle banche. I diversi livelli del prezzo – sempre di mercato – sono stati limati nella notte dai tecnici di Tesoro e Commissione. Bruxelles, con l’aiuto di un monitoring trustee controllerà l’attuazione dello schema per assicurare che non contenga aiuti di Stato. La Vestager ha messo il sigillo sull’accordo assicurando che le garanzie per i crediti deteriorati «avranno un prezzo di mercato e quindi non costituiscono aiuto di Stato. È un passo importante per sostenere le banche italiane nella gestione dei loro crediti non esigibili e assieme alle altre riforme avviate e pianificate dovrebbe ulteriormente migliorare l’abilità delle banche a finanziare l’economia». Brinda anche il vicepresidente della Commissione, Vladis Dombrovskis: «Sono incoraggiato dall’intesa».



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