Visco contrattacca: «Bankitalia darà conto del suo operato»

Visco contrattacca: «Bankitalia darà conto del suo operato»

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«Del nostro operato non esitiamo a dare conto alle istituzioni e al Paese».«I fenomeni più gravi sono stati individuati per tempo e tempestivamente segnalati all’autorità giudiziaria». Calo dei risparmi degli italiani, storicamente forte: dal 19% degli anni Novanta all’8,6% del 2016

Il riconfermato governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco contrattacca sul caso Etruria e l’imboscata pre-elettorale di Renzi e del Pd. È accaduto ieri verso la fine dell’intervento alla 93esima giornata del risparmio dell’Associazione delle fondazioni e delle casse di risparmio (Acri), le parole sono calibrate. Stile istituzionale, ma chiaro. «Del nostro operato non esitiamo a dare conto alle istituzioni e al Paese» ha detto Visco, preannunciando un prossimo intervento davanti alla commissione banche presieduta da Pier Ferdinando Casini. Poi ha precisato: «Sui comportamenti delle singole banche la supervisione è ferma e intensa». Ed ecco la precisazione, a scanso di equivoci: «La supervisione riduce significativamente la probabilità che si verifichino crisi bancarie, ma non può annullarla».

GLI ACCERTAMENTI della Vigilanza «non possono fare ricorso ai poteri che la legge riserva all’autorità giudiziaria e alle forze di polizia». Le banche, infatti, sono imprese come le altre. Quando i loro amministratori sbagliano qualcosa, Bankitalia «non può sostituirsi» ad essi, anche se ha fatto tutto il possibile per vigilare sul loro operato. «I fenomeni più gravi sono stati individuati per tempo e tempestivamente segnalati all’autorità giudiziaria – ha detto, sibillino, Visco – Ma è necessario approfondire le cause che hanno determinato i ritardi e operare per rendere più rapide le procedure di gestione» delle crisi. Affermazioni che riassumono quanto, secondo la banca centrale, è accaduto per Banca Etruria, il caso più delicato che ha portato il Pd a presentare alla Camera una (mezza) mozione di sfiducia verso il governatore, mentre il governo Gentiloni intendeva riconfermarlo a Via Nazionale.

LA PRESENZA, accanto a Visco, del ministro dell’Economia Padoan, ha confermato la rinnovata fiducia del governo verso Bankitalia. Padoan non è intervenuto sul caso che scotta di più per il «giglio magico» e si è limitato a ribadire che l’economia italiana va meglio, che la «crescita» beneficia «delle riforme», ovvero il moltiplicatore di precarietà chiamato «Jobs Act». La rotta resta la stessa anche per il prossimo governo.

CRITICHE alla gestione della crisi bancaria sono arrivate da Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, secondo il quale il «polverone» «non era proprio necessario». La nomina di Visco «è avvenuta con polemiche di cui non avevamo certamente necessità». «Ora c’è bisogno di una decantazione delle tensioni nei rapporti tra organi costituzionali e istituzioni». Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha difeso Bankitalia confidando «in conclusioni rapide della Commissione banche che attribuiscano le responsabilità a chi le ha avute». «La confusione non favorisce la fiducia e la ripresa».

SUL PIANO strettamente economico l’intervento di Visco si è soffermato sul calo dei risparmi degli italiani, storicamente forte: è diminuito dal 19% della metà degli anni Novanta all’8,6% del 2016. I più danneggiati sono i giovani. Infine un appello allo sviluppo della «previdenza integrativa». Resta da capire come faranno i «giovani» precari a pagarsela

FONTE: Roberto Ciccarelli, IL MANIFESTO



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