Il governo toglie il patrocinio del congresso mondiale delle famiglie

Verona. La decisione del governo dopo l’appello di oltre 200 giuristi europei

Adriana Pollice * • 23/3/2019 • Libertà & Nuovi diritti, Welfare & Politiche sociali • 188 Viste

Si schierano contro il Congresso mondiale delle famiglie, in programma a Verona dal 29 al 31 marzo, 246 professori, ricercatori e docenti di università italiane ed europee in materie giuridiche: «Il forum riunirà leader che, lungi dall’essere interessati alla protezione della famiglia tradizionale, mirano alla revoca di diritti e conquiste del costituzionalismo democratico occidentale quali: il diritto all’autodeterminazione delle donne, incluso l’aborto e il divorzio; l’autonomia del ruolo della donna nella società e, in particolare, il diritto della donna a svolgere una professione, maschile cui si attribuisce la recente crisi demografica; il diritto all’integrità fisica delle persone omosessuali ». Il testo fa parte dell’appello inviato a Palazzo Chigi per chiedere la revoca del patrocinio della presidenza del Consiglio, revoca eseguita ieri. «Tra gli oratori – prosegue la nota – spiccano: Theresa Okafor, l’attivista nigeriana impegnata a fronte del reato di sodomia, punendo sia le relazioni tra persone dello stesso sesso che la frequentazione di locali o raduni omosessuali; Lucy Akello, promotrice della legge ugandese volta a presentare l’ergastolo o la pena di morte per gli omosessuali ».

I firmatari si dicono «allarmati e sconcertati dall’orientamento reazionario di cui questo Congresso è espressione. Il diritto all’integrità fisica delle minoranze sessuali, il diritto all’autodeterminazione della donna, includendo il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza, il divorzio e il diritto allo svolgimento dell’attività professionale, al di fuori dei compiti di cura della prole , sfera nella quale il Congresso si propone di relegare la donna madre, sono conquiste cardine e irrinunciabili che il governo ha il dovere di tutelare ».

Le donne del Pd, i sindacati, le associazioni veronesi (tra le quali Telefono Rosa, Il Melograno, Filo di Arianna, Traguardi, Aied) annunciano una contromanifestazione per il 30 marzo. La Conferenze delle donne del Nord Est, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno poi aderito agli Stati Generali delle Donne, che organizzano una Verona sempre per il 30 un convegno e un flash mob. L’incontro pubblico è alle 10 al cinema K2 con la partecipazione di Livia Turco, Susanna Camusso, Monica Cirinnà, Laura Boldrini, Franca Porto e Ivana Veronese. Il flash mob è in programma dalle 13 al ponte di Castelvecchio.

* Fonte: Adriana Pollice, IL MANIFESTO

photo: euranet_plus [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)]

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