Domani sciopero dei braccianti: «Nelle campagne marciscono i diritti»

Domani la protesta del sindacato Usb per una regolarizzazione che non escluda nessuno

Giansandro Merli * • 20/5/2020 • Immigrati & Rifugiati, Lavoro, economia & finanza • 246 Viste

«Il 21 maggio scioperiamo perché nelle campagne marciscono i diritti, non la verdura. Quella viene raccolta dai braccianti ogni giorno, anche durante la pandemia», dice Patrick Konde, coordinatore Usb per l’agricoltura. Konde è un cittadino italiano nato in Congo, dopo aver lavorato come bracciante è entrato nel sindacato. Si trova a Saluzzo, uno dei punti che disegnano la mappa delle migrazioni interne intraprese ogni anno dai lavoratori agricoli che seguono le stagioni di raccolta. Foggia, Nardò, Rosarno, Pachino sono alcune delle altre mete toccate dagli «invisibili»: uomini e donne senza diritti, l’anello più debole della filiera alimentare che vive sotto il ricatto della Grande distribuzione organizzata (Gdo). Accusano il governo di aver scritto un provvedimento di regolarizzazione interessato alle braccia e non alle persone.

LE STIME di coloro che sarebbero potuti uscire dall’inferno della clandestinità, che con la pandemia aumenta i rischi per la salute di tutta la popolazione, sono crollate durante la definizione della misura: da 600 mila a circa un terzo. I numeri reali saranno da verificare e secondo diversi esperti del settore potrebbero essere più bassi. La norma su cui l’esecutivo ha trovato l’accordo, infatti, prevede due possibilità. Una è direttamente funzionale agli interessi dei datori di lavoro, che possono fare domanda per le persone impiegate in agricoltura o assistenza domestica (colf e badanti).

LA SECONDA è in capo ai lavoratori e rende possibile la richiesta di un permesso per ricerca occupazione della durata di sei mesi, eventualmente convertibile. Su questa opportunità aveva battuto l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), sostenuta da oltre 3 mila firmatari, con lo scopo di svincolare il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro e restituire dignità giuridica a centinaia di migliaia di persone. Il governo, però, ha limitato questa strada a chi ha visto scadere il documento dopo il 31 ottobre 2019 ed è in grado di dimostrare un precedente impiego in agricoltura, allevamento o assistenza domestica. «Così la legge è troppo restrittiva, gli esclusi saranno tantissimi», continua Konde.

L’ASTENSIONE DAL LAVORO proclamata da Usb prevede flashmob davanti alle prefetture e una marcia da Torretta Antonacci, l’ex gran ghetto di Rignano, fino al centro di Foggia. L’organizzazione fa appello ai consumatori a evitare acquisti di frutta e verdura nella giornata di domani e ai piccoli produttori a far fronte comune contro la Gdo. L’elefante nella stanza delle politiche sull’agricoltura che schiaccia contadini e agricoltori che a loro volta scaricano le perdite economiche sul costo del lavoro e sui diritti dei braccianti.

* Fonte: Giansandro Merli, il manifesto

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