Servizio civile: il Rapporto annuale curato dall`ARCI

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redazione • 24/5/2006 • Vecchie News • 383 Viste

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SERVIZIO CIVILE

Per ogni euro investito prodotti 4 euro di servizi per la collettività

Rapporto Annuale dell`Arci curato da Irs. L`organizzazione chiede più stabilità nei finanziamenti, progetti quinquennali e un tavolo di confronto tra Stato, Regioni e Terzo settore

ROMA – Investire nel servizio civile genera ricchezza. Lo sostiene il Rapporto di Arci Servizio Civile – la più grande associazione italiana dedicata al servizio civile, cui aderiscono 5 associazioni nazionali e decine di organizzazioni locali – presentato stamani a Roma. I giovani ricevono sono gratificati dai percorsi formativi in cui sono impegnati e la collettività ha un ritorno in servizi. Un ritorno che l`Istituto di ricerca sociale (Irs) di Milano ha contabilizzato: 4 euro di benefici per ogni euro di investimenti. Nel 2005 i fondi dell`Ufficio nazionale per il servizio civile (Unsc) impiegati per pagare l’assegno mensile dei 2.406 giovani impegnati con Arci servizio civile ed il rimborso forfetario all’ente dei costi per la formazione. Nello stesso periodo la collettività ha ricevuto 14,3 milioni di euro di benefici durante le 850mila ore annue di servizio prestato a 14mila cittadini, per ognuno dei quali corrisponde un costo annuo “figurativo” di 290 euro. 750 i giovani impegnati presso uno degli enti Arci servizio civile da gennaio ad agosto 2005 e 1.656 nel periodo settembre-dicembre. Tre su quattro sono donne, ma è comunque buono il 25% di uomini, risultato della recente sospensione della leva obbligatoria. di cui ben il 25% uomini, per effetto dell`entrata in vigore della sospensione della leva obbligatoria e della conseguente apertura anche ai maschi dell`accesso al servizio civile. Per ognuno dei 750 giovani impegnati nel periodo gennaio-agosto 2005, gli enti di Arci Servizio Civile hanno investito 2.513 euro netti; nel 2004 l`investimento era stato di 1.416 euro, ma i ragazzi impegnati erano 2.436. Durante il 2005, sono pervenute ad Arci Servizio Civile nazionale 618 bozze di progetto e sono stati depositati 609 progetti per un totale di 4.350 posti, estero incluso. Nel 2004 erano state ricevute 429 bozze di cui 291 depositate all`Unsc. Per il 2006 invece l’Arci ha depositato 534 progetti, per 3.799 degli oltre 45mila avviati al servizio con il bando pubblicato dall’Unsc proprio ieri.

Soddisfatto il presidente Arci servizio civile Licio Palazzini: “Obiettivo raggiunto: i giovani sono gratificati per la loro formazione e la collettività ci guadagna”. Tuttavia Palazzini solleva alcune questioni irrisolte: “Ogni anno dobbiamo fare i conti con i costi delle risorse umane che investiamo su formazione e monitoraggio: con meno di 3.000 giovani l’anno la spesa è insostenibile, ci serve più stabilità”. L’invito a rivedere il sistema di finanziamento è chiaro. Attualmente i fondi sono destinati di anno in anno e sulla base delle disponibilità finanziarie concesse dal Governo, viene definito il numero di giovani avviabili al servizio. “Tale meccanismo – si legge nel rapporto Arci servizio civile – impedisce la possibilità di programmare interventi e di valutarne i risultati”. La proposta dell’associazione è quindi di modificare l’articolo 11 della legge 64/01 prevedendo uno stanziamento quinquennale adeguato ad avviare al servizio – una volta a regime – almeno 100mila giovani ogni anno. Per fare questo però – continua Palazzini – è necessario che si apra un tavolo di discussione tra Governo, Regioni ed enti accreditati: “Governo e istituzioni ci dicano cosa vogliono fare del servizio civile e se ne discuta con il terzo settore. Altrimenti ci limitiamo a lotte intestine che non servono a nessuno e mortificano i giovani”. Il confronto tra Stato, Regioni e terzo settore permetterà anche di affrontare il nodo dell’apertura del servizio civile ai giovani stranieri residenti in Italia, una possibilità oggi prevista solo dalla legislazione regionale dell’Emilia Romagna.

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