Avvocato di strada: sono 2.212 le pratiche aperte nel 2010

BOLOGNA – In aumento il numero delle persone che vivono in strada e il numero delle pratiche fatte nel 2010 dall’associazione Avvocato di strada. Erano 2.072 nel 2009 e sono diventate 2.212 nel 2010. I dati emergono dal “Rapporto sull’assistenza legale in Italia a favore delle persone senza fissa dimora”, redatto da Avvocato di strada analizzando le attività  svolte nel 2010 dagli sportelli della loro associazione (19 in tutta Italia). “L’aumento del numero di persone che vive in strada e, quindi, delle pratiche aperte è dovuto alla crisi economica che ha colpito il Paese – spiega Antonio Mumolo, presidente dell’associazione Avvocato di strada – e aggiungerei che la modificazione che è stata fatta alla legge sulla residenza non aiuta: il Pacchetto Sicurezza ha modificato la norma sulla residenza aggiungendo un nuovo requisito per ottenerla”. Se prima per ottenere la residenza bastavano due requisiti, dimostrare di trovarsi in una certa città  e di voler ottenere la residenza in quella città , ora il cittadino che vive per strada deve dimostrare che vive sul territorio. “A mio parere è una ‘prova diabolica’ – aggiunge Mumolo – è quasi impossibile dimostrare che un senzatetto vive un determinato territorio, ma noi ci proviamo”. Con questa legge aumenta anche il potere dei sindaci che spesso decidono di togliere la residenza ai senzatetto.

Fino a oggi Avvocato di strada ha vinto tutte le cause sul diritto alla residenza, 253 nel 2010, il dato più alto riguardo alle pratiche di diritto civile. Seguono cause su licenziamenti, crediti e altre problematiche di diritto del lavoro (157) e quelle per sfratti e problematiche relative alle locazioni (120). “A causa della crisi molte persone hanno perso il lavoro e la casa o sono state sfrattate – spiega Mumolo – Si tratta soprattutto di 50enni licenziati, imprenditori falliti o che escono da cause di divorzio. In ambito penale le pratiche più numerose sono state per procedimenti in qualità  di persona offesa (48), seguono reati contro il patrimonio come rapina, furto, ricettazione, truffa (49) e reati contro la persona come minacce, violenza, diffamazione (31). “È importante sottolineare questo dato – conclude Mumolo – I senzatetto spesso sono vittime di reati, non colpevoli, ma nei mass media questo non passa. Si parla poco delle violenze subite dai senza fissa dimora”. Tra i senzatetto che si rivolgono agli sportelli di Avvocato di strada molti sono stranieri, 1.361 gli extracomunitari (il 62% del totale). In campo amministrativo, su 1.021 pratiche, 599 sono relative a problematiche legate al rinnovo del permesso di soggiorno e 305 per fogli di via e decreti di espulsione.

A Bologna i volontari che lavorano per Avvocato di strada sono in tutto 75, 60 lavorano allo sportello e altri 15 contribuiscono con una pratica all’anno gratis. Sotto le Due Torri i senzatetto sono aumentati del 20% circa nel 2010 e così anche le pratiche di Avvocato di strada che sono state circa 250. Le cause dell’aumento sono soprattutto legate alla crisi economica nazionale.
Per aiutare la sede bolognese dell’associazione, Avvocato di strada ha organizzato una cena che si terrà  venerdì 8 aprile al Circolo Arci Benassi, in viale Cavina 4. Il ricavato della serata verrà  devoluto all’associazione per sostenere la stampa dell’edizione 2011 di “Dove andare per…” la guida di Bologna per le persone senza fissa dimora. La cena costa 22 euro a persona e al termine ci sarà  un gioco a premi con banditore d’eccezione Maurizio Cevenini. (marika di cristina)

 

© Copyright Redattore Sociale


Related Articles

Il Cnca scrive a Pisapia: ““Ordinanze inutili o dannose, le ritiri”

È l’appello lanciato dal presidente del Cnca Lombardia Figini: “Cambio di passo sulla sicurezza a partire dal ritiro delle ordinanze Moratti e del sistema discriminatorio con cui erano stati selezionati gli operatori fedeli alla linea del comune”

Stefano Cucchi, e tanti altri. Lo squarcio sul “sistema”

Il processo bis in corso davanti alla Corte d’Assise di Roma sta demolendo l’assioma del “drogato che se l’è cercata”. Aldrovandi, Magherini, Uva, Sandri, Budroni… È lungo l’elenco dei morti mentre di Stato

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment