Manduria, tendopoli per cinquemila: prime fughe

MANDURIA – Avevano detto che al massimo sarebbero stati settecento. Ma già  da domani potrebbero essere il doppio. E tecnici del Viminale fanno sapere che hanno tende per cinquemila immigrati. «Siamo come Lampedusa» scuote la testa il sindaco pidiellino di Manduria, Paolo Tommasino, che stamattina riunirà  il consiglio comunale. Ci sarà  il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, ad ascoltare lamenti e tormenti di una comunità  che parla di «situazione fuori controllo, già  al collasso» e che ieri per un’ora blocca una strada in segno di protesta. Intanto tra i 547 tunisini sbarcati a Taranto da nave San Giorgio e poi trasferiti nella tendopoli allestita nel giro di ventiquattr’ore dai vigili del fuoco tra la città  del Tarantino e Oria, nel Brindisino, un centinaio riesce a fuggire. Pattuglie di vigili urbani ne acciuffano trenta. Massimo Ferrarese, presidente Udc dell’amministrazione provinciale di Brindisi, allarga le braccia: «Li ospitano all’interno di questo vecchio ospedale militare per farli scappare. È inevitabile, la recinzione metallica è alta appena due metri». Per attrezzare il campo profughi le aziende locali fanno lavori che ammontano ad un paio di milioni di euro, ci sono anche le docce alimentate con l’energia prodotta dai pannelli solari. Accudire, rifocillare, fare dormire i nordafricani costerà  qualcosa come 500 mila euro al mese, secondo i calcoli del direttore di questo villaggio della disperazione, Nicola Lonoce, in nome e per conto della Connectig people. L’aria che tira a contrada Paioni, non è delle migliori. Gli extracomunitari sono uomini tra i 18 e i 35 anni, solo uno è minorenne: «Fuggiamo dalla guerra e abbiamo paura, non siamo terroristi» raccontano. Nella maggior parte dei casi, sognano di raggiungere la Francia. Come Jamel, 20 anni: «Sono stato a Lampedusa per due giorni, ho dormito all’aperto, voglio andare a Parigi, incontrerò mio fratello. No, non ci penso proprio a restare in Italia, voi avete la crisi». Dalla Sicilia rimbalza la notizia che sta per salpare un’altra nave – la Catania, della flotta Grimaldi – con a bordo 850 stranieri. Destinazione, Manduria. Il sindaco Tommasino avvisa: «Scateneremo il finimondo se continueranno a non rispondere alle nostre domande. Tutta questa gente deve essere assistita, ma quanti migranti arriveranno? Per quanto tempo resteranno accampati? Nessuno apre bocca. Gli uomini politici di tutti gli schieramenti, vengono, fanno la sfilata e vanno via. Quando si spengono i riflettori delle telecamere, se ne fregano. Inviterò i miei cittadini ad emigrare in Tunisia, così almeno si beccano i 1.500 euro promessi dal ministro Maroni».


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