Costa d’Avorio nel caos. Abidjan, battaglia per i palazzi del potere

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MILANO – In Costa d’Avorio si combatte attorno ai palazzi del potere. Un pennacchio di fumo si è alzato nella mattinata di venerdì vicino all’edificio presidenziale ivoriano, nel quartiere di Plateau ad Abidjan, dove si fanno sempre più intensi gli scontri tra i sostenitori del presidente destituito della Costa d’Avorio, Laurent Gbagbo, e quello riconosciuto dalla comunità  internazionale, Alassane Ouattara. Il fumo è apparso, secondo testimoni presenti sul posto, dopo una forte detonazione. Nella zona si susseguono a ritmo sostenuto colpi di armi pesanti e raffiche di fucili automatici.

LA RESA DEI CONI – Il presidente uscente Gbagbo ha sottolineato, attraverso un suo portavoce, di non avere alcuna intenzione di abdicare o arrendersi a «qualsiasi ribelle» e denuncia un «colpo di stato» del rivale Ouattara. Intanto, in città  si respira un clima da resa dei conti: chiuse le frontiere, coprifuoco in città  fino a domenica prossima, dalle 21 alle 6. Gli scontri con armi pesanti sono iniziati giovedì sera nelle zone attorno al palazzo presidenziale e alla residenza di Gbagbo. Non è chiaro però se il presidente uscente sia ancora a Abidjan. Poco dopo l’avvio dell’offensiva, le forze di Ouattara hanno annunciato di aver preso il controllo della televisione di Stato Rti, simbolo del regime. Fonti diplomatiche occidentali ritengono che il regime di Gbagbo sia ormai destinato a soccombere e che la battaglia potrebbe concludersi nel giro «di poche ore», a fronte della defezione del suo capo di Stato maggiore, che ieri ha trovato rifugio nell’Ambasciata sudafricana.

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SVEDESE UCCISA – Negli ultimi giorni gli scontri tra le due opposte fazioni si sono intensificati nella capitale, tanto che una dipendente svedese dell’Onu è rimasta uccisa giovedì probabilmente da un proiettile vagante. La vittima, hanno precisato le autorità  di Stoccolma, aveva una trentina d’anni e si trovava nella sua casa a Abidjan quando è stata colpita


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