Panetta, un “italiano” al Pentagono e Petraeus diventa il capo della Cia

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NEW YORK – Sarà  un italo-americano a gestire il ritiro delle forze Usa dall’Afghanistan, ma riuscirà  a rispettare le date? Leon Panetta, attualmente a capo della Cia, subentrerà  al segretario alla Difesa Robert Gates le cui dimissioni erano annunciate da tempo. Al posto di Panetta verrà  il generale David Petraeus, comandante capo in Afghanistan, a gestire l’agenzia d’intelligence. Le due nomine segnano un passaggio importante: Barack Obama si libera definitivamente degli elementi di continuità  con l’Amministrazione Bush. Gates è un repubblicano che Obama aveva deciso di lasciare al suo posto, provocando non pochi mal di pancia nella base pacifista del partito democratico. In partenza quest’anno è anche l’altro “lascito” di George Bush, l’ammiraglio Mike Mullen che ricopre la più alta carica militare (capo del Joint Chiefs of Staff). Gli elementi di continuità  con Bush hanno consentito a Obama di avere un consenso bipartisan sulle scelte cruciali in Iraq e Afghanistan, ma hanno pesato molto nel condizionarlo. Un episodio cruciale fu il lungo e sofferto riesame della strategia afgana: Obama si rese conto troppo tardi che le informazioni sulla situazione sul campo e sulle varie opzioni gli venivano filtrate dall’establishment del Pentagono, rafforzato dall’alleanza tra due moderati come Gates e Hillary Clinton. Nell’accettare le richieste dei militari di un’escalation con l’invio di 30.000 truppe aggiuntive, nel dicembre 2009 Obama cedette non senza il sospetto di essere stato manipolato dai militari col sostegno di Gates. Ora con l’arrivo di Panetta il presidente ha un uomo di sua fiducia al Pentagono. L’italo-americano più potente degli Stati Uniti è un democratico convinto, la cui carriera politica ebbe inizio come capo del bilancio e poi capogabinetto di Bill Clinton. E’ anche lui un moderato, però, e alla guida della Cia rifiutò ogni messa sotto accusa dei metodi di tortura usati a Guantanamo. Ora tocca a Panetta onorare la promessa solenne che Obama fece agli elettori nel novembre 2009 quando annunciò che l’escalation sarebbe stata breve, seguita da un inizio di ridimensionamento delle truppe nell’estate di quest’anno. Orami ci siamo: ma le notizie che giungono dal fronte afgano sono tutt’altro che rassicuranti su quel che accadrà  con l’inizio del ritiro. In quanto a Petraeus, eredita una Cia anch’essa piena di problemi. L’accusa più recente rivolta ai servizi d’intelligence è di non aver previsto nulla di quel che sta accadendo nel mondo arabo, neppure in un paese alleato storico come l’Egitto.


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