«Beagle e vivisezione, danno anche al turismo»

Michela Vittoria Brambilla apre un nuovo fronte nella sua personale battaglia contro il canile finito nel mirino degli animalisti che due settimane fa a Montichiari hanno messo in atto anche una simbolica occupazione della Green Hill.
Il ministro del Turismo ieri mattina ha infatti depositato un esposto ai carabinieri e alla procura di Brescia con il quale chiede di indagare per il reato di maltrattamento di animali e di verificare la corretta applicazione della normativa europea sulle regole igienico sanitarie degli allevamenti. I cani custoditi nell’azienda di Montichiari (circa 2.000, tutti di razza Beagle, ritenuta la più indicata per gli esperimenti di natura scientifica) sono infatti custoditi in un ambiente sterile, sempre sotto luce artificiale in cui ogni esemplare ha a disposizione solo pochi metri quadrati e non può mai né uscire all’aria aperta né entrare in contatto con altri cani. Tutto questo perché la multinazionale Marshall, proprietaria della struttura di Montichiari, deve garantire la perfetta salute dei beagle alle case farmaceutiche a cui vende i suoi cani, destinati alla vivisezione. Nel paese della Bassa Bresciana, invece, non viene effettuato alcun tipo di esperimento: i cuccioli, generalmente dopo otto mesi dalla nascita, vengono spediti in laboratori di tutto il mondo. «Trattasi di circostanza — scrive il ministro Brambilla nella denuncia — che al di là  della sua intrinseca gravità  offende il sentimento di amore e di rispetto per gli animali e per i loro diritti e produce un gravissimo pregiudizio all’immagine del nostro Paese —. Il maltrattamento degli animali, anche quelli destinati alla sperimentazione «in vivo» trasmette un’immagine del tutto negativa del nostro Paese, depotenziandone l’appeal turistico». La rappresentante del governo chiude il suo esposto auspicando un intervento rapido delle autorità  «anche di natura cautelare», vale a dire la chiusura in tempi stretti della Green Hill. Il fronte giudiziario, come detto, è il secondo aperto da Michela Vittoria Brambilla contro la struttura bresciana; il ministro pochi giorni fa aveva annunciato la presentazione di un emendamento di legge che, se recepito, avrà  come effetto l’immediato stop all’allevamento di cani da destinare alla vivisezione. La strada giudiziaria, invece, si presenta piuttosto in salita. Anche pochi giorni fa i responsabili della Green Hill hanno ripetuto di lavorare nel perfetto rispetto della normativa italiana ed europea; il sindaco di Montichiari Elena Zanola, che si è dichiarata contraria all’uso di animali per esperimenti scientifici, aveva sempre una decina di giorni fa spedito i vigili per un controllo nei capannoni dell’allevamento. L’ispezione si era conclusa senza nemmeno un euro di sanzione per la Green Hill in quanto la struttura era stata trovata perfettamente in regola con tutte le prescrizioni igienico sanitarie in vigore.


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