alta il vertice Monti-Merkel-Sarkozy i mercati ignorano la bocciatura dei 9 Paesi

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ROMA – Un colpo per l’unità  politica di Eurolandia. A sorpresa, slitta il vertice tra il premier Monti, il cancelliere tedesco Merkel e il presidente francese Sarkozy, previsto per venerdi a Roma: si terrà  a febbraio. E’ lo stesso leader francese a dare l’annuncio, al termine di un incontro con lo spagnolo Rajoy. In serata poi s’è’ sentito al telefono con Monti: «approfondimenti a tre» si terranno la prossima settimana. 
Il rinvio giunge a conclusione di un giorno di grandi incertezza sulle sorti di questo summit, considerato cruciale dopo il maxi-declassamento del rating di 9 paesi Ue deciso da Standard&Poor’s. Fin dal mattino, fonti francesi avevano ventilato l’idea di un rinvio, voluto da Sarkozy per motivi di politica interna. Da Berlino, invece, il portavoce della Merkel dapprima confermava l’appuntamento, poi diceva che spettava all’Italia decidere. Quando Sarkozy ha ufficializzato il niet, dal governo tedesco è filtrato un certo imbarazzo: «Non commenteremo finchè non lo farà  Monti», leader del Paese ospitante. 
Ma tant’è. Secondo Sarkozy, dopo la raffica incontri degli ultimi giorni «non era necessario fare di nuovo quello che poteva sembrare un altro vertice». Il presidente d’altra parte è impegnato in un difficile negoziato con sindacati e imprenditori per decidere un aumento dell’Iva e riduzioni degli oneri sociali prima delle elezioni previdenziali. Deve poi andare in Guinea. Secondo fonti autorevoli, in realtà  Sarkozy si sarebbe accorto che la grande attività  internazionale non aiuta la sua rielezione, specie dopo che S&P ha tolto la tripla A al paese, riconfermata invece da Moody’s. Senza contare che in questo momento vi sono differenze di vedute sul da farsi per tamponare la crisi: Francia e Italia puntano sulla crescita, la Germania pone il rigore in testa all’agenda. 
Per Monti tuttavia il rinvio significa la rinuncia a un successo diplomatico: Roma avrebbe ospitato le due potenze-chiave di Eurolandia. Senza contare che il summit, il secondo nel suo genere, significava anche un appoggio implicito ma formale di Berlino e Parigi alla manovra del governo. 
Comunque, a differenza di Sarkozy, il premier continua ad intensificare la sua attività  diplomatica: ieri ha incontrato il presidente del Consiglio Ue Van Rompuy, mercoledi vedrà  l’inglese Cameron. Da Van Rompuy Monti incassa una lode al lavoro del governo definito «impressionante». Ci sono anche due annunci: il Fondo salva stati entrerà  in funzione a luglio, prima del previsto; in settimana arriveranno le attese liberalizzazioni nazionali. Le misure per la crescita sono «cruciali per la fiducia dei mercati», incalza Van Rompuy,
Il vertice bilaterale cade all’indomani della bocciatura di S&P. Una staffilata al cuore dell’euro che tuttavia i mercati snobbano: le Borse Ue chiudono in positivo, Milano guadagna l’1,40% e lo spread, dopo aver superato quota 500, si attesta intorno a 485. La Bce compra titoli italiani e spagnoli e la stessa Francia colloca con tranquillità  i propri bond.


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