Liberalizzo e trivello tutto

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La bozza del decreto sulle liberalizzazioni – che viene definita al momento «incompleta» dallo stesso governo – è pronta: fissa in 44 articoli il programma della «fase due» di Monti, quella che dovrebbe rilanciare lo sviluppo e la crescita grazie alla rimozione di «privilegi e rendite». Il testo, che dovrebbe arrivare domani sul tavolo del consiglio dei ministri, ieri è circolato sui maggiori siti di informazione: ma nonostante la decisione mostrata dall’esecutivo non possiamo ancora tecnicamente considerarlo chiuso, dato che alcune categorie interessate (vedi tassisti, benzinai, farmacisti) sono nel pieno della protesta. Però contiene già  dei punti abbastanza pesanti.
Il primo lo individuiamo all’articolo 22: si vuole facilitare la ricerca di idrocarburi nelle acque territoriali italiane, praticamente ampliando e velocizzando le possibilità  di trivellare e di sfruttare i giacimenti petroliferi. Interessante il riferimento alle agenzie di rating, che il documento definisce proprie fonti ispiratrici: «Si sottolinea – recita il testo – come lo sviluppo delle attività  di prospezione e coltivazione di idrocarburi sia tra i parametri oggetto di valutazione da parte delle Agenzie di rating per la stima della solidità  economica degli Stati. A titolo esemplificativo, si rileva che tra le ragioni che hanno indotto, lo scorso 9 settembre, Standard & Poor’s ad alzare il rating di Israele ad “A+” da “A”, c’è stata proprio la decisione del governo israeliano di sviluppare le attività  di ricerca e prospezione degli idrocarburi nelle proprie acque territoriali». Nel precedente articolo 20, si delibera che vengono destinati «incentivi»ai territori dove vengono individuati i giacimenti.
La bozza legifera anche sul tema dei servizi pubblici locali (art. 31), che vengono aperti alla concorrenza e liberalizzati, nonostante l’esito dell’ultimo referendum: non a caso ieri c’è stata una protesta del Forum dell’acqua, visto che si teme se non proprio la privatizzazione del bene in sè, perlomeno quella della gestione.
Calda anche la norma che riguarda le ferrovie, già  contestata dai sindacati, ma invano: è confermata infatti (art. 42) l’«eliminazione dell’obbligo di applicare i contratti collettivi di settore nel trasporto ferroviario». La separazione della rete Rfi da Fs verrà  invece decisa dopo una valutazione dell’Authority di settore.
Ancora, l’art. 30 prevede l’accelerazione dello smantellamento delle vecchie centrali nucleari italiane: nulla di male, salvo che va ricordata la legge del precedente governo (Berlusconi) per l’individuazione di un sito unico di stoccaggio delle scorie, che ovviamente nessuno vuole nel proprio backyard. L’accelerazione potrebbe portare nuovi scontri locali. 
Sul fronte del gas, si separerà  la rete Snam dall’Eni, con annunciati vantaggi (è l’ipotesi del governo) su gestione e tariffe; le bollette dovrebbero scendere grazie a un nuovo sistema di conteggio dei consumi, più omogeneo a quello in uso in Europa.
Ma il nucleo delle liberalizzazioni made in Monti che oggi fa più discutere, soprattutto per la contrarietà  «chiassosa» di molte categorie e corporazioni, è quello che riguarda «le sacche di privilegi e rendite di posizione, che il Paese non può più permettersi». Il governo promette di fare piazza pulita, «senza distinzioni tra categorie, interessi e settori economici». E afferma che questa operazione sarà  un vero e proprio volano per la nostra asfittica economia. 
Addirittura potrebbe produrre – la relazione cita ricerche di Confindustria e Banca d’Italia – «un incremento del Pil di 11 punti nel lungo periodo: insieme a un +8% per consumi e occupazione, +18% per gli investimenti, +12% per i salari reali».
Iniziando dai taxi, la bozza propone che la concessione di nuove licenze sia demandata all’Authority dei trasporti, «sentiti i sindaci» per la contestualizzazione nei diversi territori. Si ipotizzano più licenze per singoli tassisti, anche part time, libertà  di fissare le tariffe (da pubblicizzare con trasparenza), orari liberi e la possibilità  di cedere temporaneamente la propria licenza a un altro guidatore. Proposta che i tassisti hanno però già  emendato nella propria controfferta: chiedono che il potere di dare le licenze sia in capo ai sindaci. 
Le farmacie avranno orari liberi. Vengono eliminate le tariffe minime di tutti gli ordini, e il tirocinio si potrà  svolgere negli ultimi due anni di università ; saranno aggiunti 1500 notai in più entro il 2014. Liberalizzata anche la vendita dei giornali, in negozi e librerie. Benzinai: si potrà  aumentare il numero dei self service; i distributori potranno aggregarsi, servirsi presso più gestori, e vendere altri prodotti, alimentari e non.
Assicurazioni: l’agente dovrà  mostrare almeno 3 prodotti di compagnie concorrenti; chi avrà  la «scatola nera» in auto, avrà  diritto a sconti sulle tariffe; fino a 5 anni di carcere per i periti truffaldini. Banche: mostrare almeno 2 offerte concorrenti per la polizza vita affiancata al mutuo.


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