Zoellick tentato da Romney Verso l’addio alla Banca mondiale

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Secondo numerose indiscrezioni, Zoellick da tempo avrebbe comunicato all’amministrazione americana la sua intenzione di dimettersi, ma per ora ha rinviato in attesa che gli Stati Uniti abbiano pronto un proprio candidato per la successione. Ora però il banchiere americano non sarebbe più disposto ad attendere a lungo: molti gli attribuiscono l’intenzione di dare il suo appoggio a Mitt Romney nelle primarie repubblicane in vista delle presidenziali di novembre. Zoellick è arrivato alla Banca mondiale dopo un breve periodo a Goldman Sachs, ma in precedenza è stato rappresentante per il Commercio e sottosegretario di Stato nelle amministrazioni di George W. Bush e ora punterebbe al ruolo di segretario al Tesoro, qualora Romney dovesse arrivare alla Casa Bianca.
Negli ambienti della diplomazia finanziaria internazionale, i segnali di un possibile cambio al vertice per la Banca mondiale circolano da tempo. Sarebbe l’ennesima volta negli ultimi anni che una delle grandi istituzioni multilaterali di Bretton Woods deve trovare un nuovo leader in corsa. L’estate scorsa all’Fmi si è dimesso in pieno scandalo Dominique Strauss-Kahn, che a sua volta era subentrato a Rodrigo Rato dopo che questi aveva scelto di rientrare in Spagna un anno prima della scadenza del suo mandato di direttore generale. Lo stesso Zoellick è arrivato alla Banca mondiale quattro anni e mezzo grazie alle dimissioni tempestose di Wolfowitz, un altro ex dell’amministrazione Bush, colpito dalle accuse di nepotismo.
Questa serie di dimissioni anticipate di presidenti della Banca mondiale e direttori generali dell’Fmi forse non sarebbe un problema, se non arrivasse in un momento politicamente delicato. Dal 1944 europei e americani si dividono le due posizioni, ma ormai sempre più spesso i grandi Paesi emergenti chiedono una divisione più equilibrata dai ruoli al vertice delle grandi organizzazioni internazionali. Per succedere a Strauss-Kahn, la francese Christine Lagarde ha dovuto battere la concorrenza del governatore messicano Augustin Carstens. E, se e quando le dimissioni di Zoellick saranno ufficiali, anche gli americani rischiano di subire la sfida dello stesso Carstens o altri candidati, se non riusciranno a chiudere subito la sfida con un candidato vincente.
I nomi plausibili non mancano, ma per adesso faticano ad affermarsi. Il candidato forse più plausibile sarebbe Larry Summers, già  segretario al Tesoro di Bill Clinton e superconsigliere di Barack Obama. Ma la sua posizione può risultare indebolita dalle sue differenze di vedute con il segretario al Tesoro Usa Tim Geithner.
Federico Fubini


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