Carcere Foggia, morti 28enne di Manfredonia e nigeriano

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Primo caso. Alle ore 8 di stamane, martedì 17 aprile 2012, nel Reparto precauzionale della prima sinistra del carcere di Foggia, l’Agente di Vigilanza di 30 detenuti, tutti considerati soggetti a “rischio”, ha constatato che un cittadino di nazionalità  Italiana,Michele Valente, Manfredonia 1/9/1984 – arrestato in data 6/3/2012 per furto in appartamento con una condanna in appello di anni 1 e mesi 6 che in quel momento soggiornava con altri tre detenuti nella stessa cella – era immobile nel letto al controllo; “subito soccorso – dice Mastrulli – i medici ne hanno constatato la presunta morte naturale dello stesso”. “Valente dovrebbe essere un soggetto proveniente dal mondo della Tossicodipendenza e seguito dai Sert“, dice Mastrulli.

Focus. In base alle notizie stampa relative a comunicati delle forze dell’Ordine, Valente M. era stato arrestato il 6 marzo 2012 da personale della Squadra di PG del Commissariato di Manfredonia “perchè responsabile del reato di furto in abitazione”. L’uomo era stato già  arrestato lo scorso luglio (2011) in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare per i reati di ricettazione ed indebito utilizzo di carte di credito, quando era stato individuato dalla Polizia Giudiziaria; all’epoca Valente, trovatosi in possesso di una carta di credito asportata su un’autovettura a Siponto, la avrebbe utilizzata fraudolentemente presso un noto esercizio commerciale in Corso Manfredi, dove erano state effettuate ben tre transazioni, per un importo complessivo di circa 1500 euro.

Il 28enne di Manfredonia M.V. (STATO@)

Il secondo episodio. A distanza di solo un’ora precisamente verso le 9 di stamane è stato dato l’allarme poiché un altro detenuto, questa volta nigeriano – EHIEJILCHWE MORITZnato il 19/1/1989 in Nigeria, in carcere per tentato omicidio,tentata violenza carnale ed oltraggio a P.U. resosi in precedenza anche di aggressione al proprio magistrato nel corso dell’interrogatorio e successivamente di aggressioni e lesioni ai danni di altro compagno di cella,rissoso per la società  detentiva – “è stato rinvenuto disteso a terra nella propria cella dove si trovava nel Reparto Isolamento da solo, privo di sensi ed immediatamente trasportato in ospedale dove è rimasto piantonato dalla Polizia Penitenziaria per ipotetico calo glicemico”.

“Per OSAPP – dice Mastrulli – la sanità  Penitenziaria si è dimostrata una ‘patacca napoletana’ ed un rientro nel vecchio ma efficiente regime della Sanità  Penitenziaria e non più quella Regionale, potrebbe aiutare in molti situazioni di immediato soccorso negli stessi Penitenziari e non soggiacere a continui spostamenti e pendolarismo sanitario tra carcere ed Ospedale civile per poi a volte constatarne per ovvie ragioni solo decessi,questa volta evitato solo grazie al tempestivo intervento professionale ed umano dei pochi agenti in servizio a Foggia come da sempre sostenuto dal sindacato OSAPP”.

Il tentato suicidio. Mentre nella serata di ieri, 16 aprile – precisamente ore:19,50/20,00 – un altro detenuto, un terzo,ha messo in atto tramite impiccagione un tentativo di suicidio nel proprio Reparto 1^ sinistra “pur stando in cella con altri tre detenuti”; lo stesso è stato subito soccorso e salvato dagli agenti di Polizia di servizio.

“Proprio nella giornata di ieri si è tenuta l’ennesima infruttuosa trattativa sull’organizzazione del lavoro il cui ostacolo è la grave carenza di poliziotti nella misura di 80 uomini e 20 donne in un carcere,quale FOGGIA dove la capienza detentiva dovrebbe essere di 320 detenuti, alla conta odierna sarebbero oltre 770 utenti divisi in cinque diramazioni compreso il reparto Femminile. OSAPP – Fatto salvo accertamenti e chiarimenti legittimi per la stessa Amministrazione e per l’Opinione Pubblica stessa oramai assoggettato a tali negative informazioni, il penitenziario di foggia ha estrema urgente necessità  di un direttore titolare sette giorni su sette,e di due vice direttori anche prelevati d’urgenza dal PRAP di bari dove risultano essere in abbondanza contrariamente alle Carceri sprovviste di tali figure,oltre ad un Comandante Titolare e di due Vice Comandanti supplenti del Ruolo Commissari”. Così nella conclusione della nota Domenico Mastrulli, Vicesegretario Generale Nazionale OSAPP.

Muore giovane in carcere, Pastore:”Non esiste recupero per tossicodipendenti”. Una dichiarazione del consigliere Franco Pastore (Misto/Psi). “Un anno e sei mesi da scontare per furto aggravato, un processo da appello da affrontare e invece, a 28 anni, è morto, lo hanno trovato esanime i compagni di cella. Perchè sia accaduto e se ci siano eventuali responsabilità  sarà  chiarito. Ma al di là  di questo, quel che mi preme evidenziare è che ancora una volta un giovane muore in carcere, a 28 anni, un tossicodipendente. Sono loro a riempire le carceri italiane, senza risultati dal punto di vista della riabilitazione né tanto meno di tutto il resto. Il tossicodipendente va in carcere per reati legati alla droga e ne viene fuori che i presupposti per delinquere nuovamente sono integri e intatti. Questo dovrebbe spingere a porsi degli interrogativi sulla opportunità  e idoneità  della detenzione in un carcere per un tossicodipendente. Sono d’accordo con il sindacato che ha denunciato quanto accaduto, il Sappe, e che ha sottolineato proprio questo aspetto. La pena deve contemperare, per queste persone, anche la possibilità  di recupero, che in carcere non è possibile”.


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