La Germania scarica la Grecia ma Moody’s boccia Berlino “L’Outlook ora è negativo”

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BERLINO â€” La crisi dell’eurozona ormai colpisce al cuore anche il Paese leader e prima potenza, la locomotiva Germania, e fa temere la tempesta perfetta. L’agenzia di rating americana Moody’s ha ridotto l’Outlook (prospettive, aspettative) dell’economia tedesca da stabile a negativo, pur conservando ancora a Berlino il rating massimo, cioè la tripla A. Ma ora è un rating indebolito, insieme a quelli di Olanda e Lussemburgo. Immediata, nel tentativo di rassicurare, ma visibilmente e inevitabilmente nervosa, la reazione del governo federale: «La Germania resta l’ancora di stabilità  dell’eurozona, e lavorerà  con i suoi partner per superare il più rapidamente possibile la crisi del debito europeo», ha detto nella tarda serata il ministro delle Finanze federale e vero numero due del governo, Wolfgang Schaeuble. È una doccia fredda per Berlino, e minaccia di aiutare più i falchi che le colombe nello scontro tra favorevoli e contrari al salvataggio di Grecia e altri Paesi deboli dell’eurozona. Ieri mattina, la Sueddeutsche Zeitung aveva scritto che per la cancelliera Angela Merkel «è impensabile chiedere al Parlamento nuovi aiuti alla Grecia», e qui un default e un’uscita di Atene sembrano sempre più vicini e inevitabili. No, ribatte la Commissione europea, «la Grecia deve restare membro dell’eurozona ». E contemporaneamente, il presidente americano Barack Obama ammoniva, per bocca del portavoce Jay Carney, che «l’Europa deve mettere in atto gli impegni presi al vertice della fine di giugno per stabilizzare i mercati », sottolineando che «la Casa Bianca si tiene costantemente informata degli sviluppi nel Vecchio continente», una precisazione di solito riservata solo a stati maggiori di crisi per guerre, atti i terrorismo o altre gravi catastrofi. La solenne bocciatura di Moody’s è arrivata nella tarda serata, ore dopo continue bocciature tedesche della Grecia. È unilaterale e ingiusta, ha ribadito subito il ministero delle Finanze tedesco. Per la prima volta così Berlino ha dovuto rispondere alle agenzie di rating anglosassoni difendendosi, usando parole che finora avevano dovuto impiegare solo gli altri, dalla Grecia alla Spagna, dall’Italia alla Francia. Il comunicato di Moody’s è preciso, duro, sinistro. La Germania non subisce ancora un downgrading (declassamento) ma di fatto, si lascia capire, lo rischia per la prima volta. «Sulle prospettive pesa innanzitutto la crescente incertezza sugli esiti della crisi del debito nell’area dell’euro». Considerato «l’attuale quadro politico e l’aumentata sensibilità  all’eventuale rischio che deriverebbe all’eurozona da una sempre più probabile uscita della Grecia», continua l’agenzia, l’outlook tedesco diventa negativo, e nei rischi «è incluso anche l’impatto che un addio greco avrebbe sui paesi deboli, in particolare Spagna e Italia». Anche se il default greco fosse evitato, continua la bocciatura di Moody’s, c’è sempre maggiore probabilità  che venga richiesto un maggiore sostegno per altri debiti sovrani nell’area euro, in particolare Spagna e Italia, e data la maggiore capacità  di assorbire i costi il peso cadrebbe probabilmente in modo più pesante sugli Stati dal rating più alto, se l’eurozona dovrà  essere preservata nella sua attuale forma. Durissimo, quasi senza appello. E soprattutto, è un giudizio che minaccia di rafforzare gli argomenti dei falchi tedeschi (e degli elettori) secondo cui aiutare all’infinito i Paesi deboli trascinerà  la Germania stessa e quindi poi tutti nel baratro della fine dell’euro. Meglio sarebbe lo shock salutare di un fallimento dei soli insolventi, diceva ieri sera il commento a caldo della tv pubblica
Ard. Ore di fuoco, e oggi arriva qui il ministro dell’Economia spagnolo de Guindos e la Troika (i negoziatori Ue, Bce e Fmi) torna ad Atene le cui chance sono sempre più deboli e senza speranza.


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