Le imprese: «Costo del lavoro, più risorse»

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ROMA — Una legge di Stabilità troppo timida, giusta nella direzione di marcia, ma insufficiente nella dimensione. Le imprese non nascondono al Parlamento la loro delusione per il progetto di bilancio del prossimo anno. Ieri nel corso delle audizioni sulla legge di Stabilità, Confindustria e Rete imprese Italia hanno chiesto modifiche profonde e soprattutto più coraggio. Gli interventi di alleggerimento fiscale sul lavoro, in particolare, vengono giudicati troppo modesti.
«La legge è ancora insufficiente sotto il profilo delle risorse, se l’obiettivo è quello di dare una svolta all’economia» ha detto il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, sottolineando che la legge di stabilità del 2014 «dovrebbe invece segnare lo spartiacque tra la stagione del rigore e quella dello sviluppo, consentendo di irrobustire quei primi germogli di ripresa che iniziamo a intravedere». E tra le nuove misure dalle quali pescare risorse aggiuntive per rafforzare la manovra, Squinzi ha insisto molto sulla rivalutazione della partecipazione della banche al capitale Bankitalia.
La rivalutazione del capitale (oggi 157 mila euro) potrebbe essere dell’ordine di 7-8 miliardi di euro, «almeno questa è la cifra sulla quale anche Bankitalia pare sia daccordo», ha detto Squinzi. «Con un’imposizione fiscale al 20% — ha aggiunto — si potrebbero recuperare 1,5-1,6 miliardi di euro». Nel testo della legge di Stabilità, in ogni caso, le norme per la rivalutazione del capitale Bankitalia non ci sono, come non ci sono quelle, anch’esse annunciate in conferenza stampa dal governo, sul rientro dei capitali dall’estero. I due provvedimenti potrebbero arrivare con un emendamento alla legge, ma ad entrambi, sempre secondo le anticipazioni dell’esecutivo, non sarebbe attribuito, prudenzialmente, alcun gettito. Una specie di «tesoretto» da utilizzare solo a posteriori, per come lo ha prefigurato l’esecutivo, ma sul quale già tutti puntano a mettere le mani. E che per ora il governo continua a tenere ben nascosto.
Dopo la denuncia dei giorni scorsi sui rischi del passaggio parlamentare, e delle possibili «porcate», Squinzi ieri si è scusato, ma lo stesso timore ce l’hanno anche i sindacati, attesi in Parlamento lunedì (poi le audizioni proseguiranno con Istat, Bankitalia, Corte dei conti e saranno chiuse martedì dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni).
«Il paese sta vivendo una stagione nella quale ci sono poche risorse, e quelle che ci sono vanno usate con attenzione» ha detto il segretario dela Cgil, Susanna Camusso. Che teme addirittura un peggioramento della legge nel passaggio parlamentare. «C’è il pericolo di un dibattito che non sceglie di indirizzare le risorse fondamentali della legge di Stabilità — ha aggiunto —, e che si moltiplichino tante piccole poste che non hanno efficacia economica, come è già successo in tante altre occasioni».
Critiche anche le altre associazioni di categoria. «Aumenta la pressione fiscale e gli effetti si vedono già oggi con un nuovo calo di fiducia» ha detto in Senato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, mentre Ivan Malavasi, alla guida di Rete imprese, ha detto che per farsi sentire la legge di Stabilità dovrebbe essere almeno doppia rispetto a quella attuale. I relatori del provvedimento in commissione Bilancio saranno Antonio d’Ali per il Pdl e Giorgio Santini per il Pd. Oggi, intanto, riunione tra il segretario Angelino Alfano, i ministri e i capigruppo del Pdl per decidere la linea da seguire.
Mario Sensini


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