Il mondo è a secco e l’Italia fa acqua da tutte le parti

Ieri si è celebrata la giornata mondiale dell’acqua. Nel mondo l’oro blu è sempre più scarso e prezioso. In Italia le acque di superficie sono inquinate, il sistema idrico è obsoleto e le bollette continuano ad aumentare, ma gli italiani sono i più grandi consumatori di acqua in bottiglia e i terzi importatori di prodotti che per essere confezionati comportano l’utilizzo di ingenti quantità di acqua

Giorgio Salvetti, il manifesto redazione • 23/3/2014 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina • 1581 Viste

Ieri si è cele­brata la 22esima gior­nata mon­diale dell’acqua. Come ogni anno si fanno i conti con una situa­zione mon­diale esplo­siva dove l’oro blu è sem­pre più scarso e pre­zioso. In Ita­lia le risorse idri­che sono troppo spesso inqui­nate e la rete di distri­bu­zione è inef­fi­ciente, men­tre gli ita­liani con­su­mano mol­tis­simo. Siamo i primi con­su­ma­tori al mondo di acqua in bot­ti­glia e i terzi impor­ta­tori mon­diali di pro­dotti che richie­dono alto con­sumo di acqua.

Un mondo a secco

Su 7 miliardi di esseri umani, 768 milioni non hanno accesso a acqua salu­bre e ben 2,5 miliardi deve con­vi­vere con la costante scar­sità di risorse idri­che. Per que­sto secondo Save the Chil­dren 1.400 bam­bini sotto i 5 anni muo­iono ogni giorni di diar­rea (16% delle cause di morte infan­tile). In totale per la man­canza d’acqua muo­iono 2000 bam­bini al giorno, 700 mila all’anno. Il 60% di coloro che non ha accesso all’acqua pota­bile è con­cen­trato in 10 paesi: al primo posto la Cina (108 milioni di per­sone), seguita da India, Nige­ria, Etio­pia e Ban­gla­desh. Ma la man­canza d’acqua ha anche con­se­guenze indi­rette. Ad esem­pio nell’Africa sub­sa­ha­riana il com­pito di andare a pren­dere l’acqua ricada sull’81% delle donne e delle bam­bine che per que­sto non rie­scono ad istruirsi. Secondo le stime dell’Onu entro il 2035 i con­sumi sali­ranno dell’85% in tutto il mondo e nel 2050 saranno 2 miliardi le per­sone rima­ste a secco. Senza con­tare i cam­bia­menti cli­ma­tici che por­tano sem­pre mag­giore sic­cità. Solo nell’Europa del sud i livelli dei bacini flu­viali potreb­bero scen­dere dell’80%.

Ita­lia avvelenata

In que­sto qua­dro mon­diale sem­pre più allar­mante, il sistema idrico ita­liano fa let­te­ral­mente acqua da tutte le parti. Secondo Legam­biente in Ita­lia non si cono­sce lo stato eco­lo­gico del 56% e lo stato chi­mico del 78% delle acque super­fi­ciali, solo il 25% ha uno stato eco­lo­gico di buon livello e il 18% passa l’esame dello stato chi­mico. Nel 2011 sono stati sver­sati nei bacini idrici 140 ton­nel­late di metalli pesanti, 2,8 milioni di ton­nel­late di sostanze inor­ga­ni­che e milioni di ton­nel­late di sostanze orga­ni­che peri­co­lose. In totale in Europa solo il 42% dei corsi idrici super­fi­ciali gode di buona salute. L’Italia ha ancora tempo entro il 22 dicem­bre per rece­pire la diret­tiva euro­pea per la pro­te­zione della acque altri­menti sarà sanzionata.

Cosa e quanto beviamo

Siamo ancora il primo paese al mondo per con­sumo di acqua in bot­ti­glia (191 litri per fami­glia all’anno) anche se cre­sce il numero di per­sone che beve acqua del rubi­netto, il 66,7% lo fa qual­che volta, il 46% quasi sem­pre, con punte mag­giori al nord (dati Aqua Ita­lia). Ma la novità più pre­oc­cu­pante la for­ni­sce il Wwf. L’Italia è il terzo paese impor­ta­tore di acqua nasco­sta nei cibi: 66 miliardi di metri cubi l’anno. Si chiama impronta idrica di con­sumo e per il 50% è dovuta alle carni. Nel com­plesso ogni ita­liano con­suma 6 mila litri ogni giorno di acqua che è ser­vita alla pro­du­zione di beni con­fe­zio­nati (132 miliardi di metri cubi l’anno). Men­tre la pro­du­zione ita­liana suc­chia 70 miliardi di metri cubi di acqua all’anno. L’agricoltura è il set­tore più asse­tato (85% di cui tre quarti per il bestiame), segue l’industria (15%) men­tre l’uso dome­stico è al 7%.
Caro come l’acqua

L’Italia poi deve fare i conti con un sistema idrico disa­strato. Secondo Cit­ta­di­nanza Attiva la disper­sione idrica nel 2011 è stata del 33% e l’acqua spre­cata è costata ben 3,7 miliardi. Paral­le­la­mente cre­scono costan­te­mente le bol­lette, anche se con grosse dif­fe­renze ter­ri­to­riali. In gene­rale in Ita­lia dal 2007 si è regi­strato un aumento dei costi per fami­glia del 43%, +7,4% solo nel 2013. Le bol­lette arri­vano a circa 333 euro l’anno. La regione più cara è la Toscana e la città dove l’acqua è più salata è Firenze (542 euro per fami­glia ogni anno).

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