Mubarak assolto, la rivincita del raìs

Mubarak assolto, la rivincita del raìs

GERUSALEMME . Festeggiano sotto le finestre dell’ospedale di Maadi qualche centinaio di nostalgici del vecchio raìs guardati a vista da un numero doppio di militari anti-sommossa dall’aria truce. Hosni Mubarak è da qualche ora rientrato nella sua stanza d’ospedale lavato di ogni crimine commesso durante la rivoluzione del 2011, della morte di oltre 840 manifestanti in quei giorni di gennaio, dei seimila feriti nelle strade, della repressione cieca e violenta della sua polizia segreta, delle torture nelle carceri e delle esecuzioni sommarie. Duemila pagine di istruttoria contro l’ex “faraone”, i suoi figli Gamal e Alaa, un pugno dei suoi ultimi ministri, non sono state giudicate sufficienti dai giudici del Cairo per portare tutti in giudizio. Le accuse sono cadute perché le prove sono state raccolte in fretta e furia mentre il Paese era in preda ad altri sconvolgimenti culminati con la presa del potere degli islamisti, e i capi d’accusa troppo generici come la vendita sottocosto di gas a Israele. Dopo l’annuncio del proscioglimento nel tribunale è scoppiata la gioia dei presenti, i due figli di Mubarak hanno abbracciato il padre, in cardigan e sguardo nascosto dagli occhiali da sole. I capi d’accusa contro di loro sono caduti in prescrizione. «Io non ho mai fatto nulla di male », ha poi commentato l’ex raìs in un’intervista al telefono concessa alla tv egiziana. I rivoluzionari del 2011 parlano invece di «impunità».
L’ex raìs non è ancora un uomo libero ma potrebbe esserlo presto. «Così il colpo di spugna sul vecchio regime sarà completo», dice a Repubblica Mohammed El-Aghaty, del Forum per la democrazia egiziano, «era chiaro fin dall’inizio che con quel castello di accuse non ci sarebbe stata nessuna condanna, noi non abbiamo leggi specifiche contro la corruzione e il codice penale su questo argomenti è vecchio». Quella che Mubarak sta scontando ora è una condanna a tre anni di carcere per corruzione in base a una sentenza del maggio scorso, tuttavia l’ex raìs è in detenzione da aprile 2011 e non è da escludere che gli ultimi tre anni e mezzo possano essere considerati come periodo di pena già scontata. Da quando è agli arresti, l’ottantaseienne Mubarak ha passato la maggior parte del tempo in ospedale per le sue delle cattive condizioni di salute.
Si tratta di un duro colpo per i giovani attivisti che avevano acceso la Primavera egiziana quattro anni fa, la maggior parte dei quali sono ora in prigione o si sono ritirati dalla politica. Probabilmente queste assoluzioni rafforzeranno la percezione che l’ ancien règime di Mubarak stia ancora in piedi. Per evitare proteste nel luogo simbolo della rivoluzione sono stati subito chiusi tutti gli accessi a Piazza Tahrir, ma in serata la polizia ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i circa 700 manifestanti che hanno tentato di raggiungere la piazza simbolo della rivoluzione. E, secondo alcuni testimoni, ci sarebbe un morto oltre a 70 arresti.


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