Bozza pronta: azione militare anti-schiavisti

Tra i punti del piano, più fondi a Triton, redistribuzione dei profughi, coordinamento tra intelligence

Ivo Caizzi, Corriere della Sera redazione • 23/4/2015 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 697 Viste

BRUXELLES I l principale obiettivo politico del Consiglio straordinario dei capi di Stato e di governo sull’emergenza immigrazione nel Mediterraneo l’ha anticipato il presidente polacco del summit, Donald Tusk, dichiarando che la «priorità è impedire nuove morti in mare». Tusk ha aggiunto di aspettarsi nella riunione dei 28 leader oggi a Bruxelles «un accordo su misure molto concrete, in particolare potenziando le nostre possibilità di ricerca e soccorso, combattendo i trafficanti e scoraggiando le loro vittime dal mettere le proprie vite a rischio, e contemporaneamente rafforzando la solidarietà tra gli Stati membri».
La discussione al summit parte dal piano di proposte in dieci punti presentato lunedì scorso dalla Commissione europea al Consiglio dei ministri degli Esteri e degli Interni a Lussemburgo, che ha ottenuto parere favorevole. La bozza di lavoro dei 28 leader contiene dal potenziamento delle missioni Triton, Poseidon e Frontex fino alla proposta di sequestrare e distruggere i barconi dei trafficanti di esseri umani sulle coste del Nord Africa con azioni «chirurgiche». Prevede più controlli nei Paesi di partenza (dal Niger fino alla Libia), una banca dati comunitaria con le impronte digitali dei migranti e accordi per la ripartizione dei rifugiati tra i vari Stati Ue. Europol ed Eurojust interverrebbero per distruggere i siti e i contenuti su Internet usati per attirare gli immigrati clandestini, cercando di colpire la parte finanziaria e l’intero modello di business delle organizzazioni criminali.
Italia, Francia, Grecia, Spagna e Malta intendono fare fronte comune. L’Eliseo ha fatto sapere che «non è il momento di lesinare sui mezzi» nel potenziamento di Triton e delle altre missioni. Il Belgio si è offerto di inviare navi e di accogliere quote di migranti. Anche in Germania e in altri Paesi del Nord, in passato orientati a sottovalutare le stragi di migranti nel Mediterraneo, concordano sull’urgenza di maggiori esborsi. A Berlino manifestano perplessità principalmente sulle azioni di tipo militare per la distruzione dei barconi dei trafficanti. Italia e Spagna, per superare le obiezioni, intendono coinvolgere il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Anche sull’aumento delle navi per il pattugliamento resta qualche riserva. Alcuni governi Ue vogliono evitare che gli immigrati clandestini siano messi in mare proprio per farli intercettare e poi trasferire in Italia. Il presidente della Commissione, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, ha concordato con la leader dell’Unione africana Nkosazana Diamini-Zuma di favorire l’accordo tra le fazioni in Libia per arrivare a un governo «affidabile e stabile» in grado di controllare le partenze da quella costa. L’Alto rappresentante dell’Ue, Federica Mogherini, potrebbe essere incaricata del coordinamento complessivo.
Ivo Caizzi

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