Meno piazze e più televisione Movimento in testa in 3 Regioni

Sempre più sullo sfondo Grillo e Casaleggio Finite le fatwe il direttorio ha conquistato autonomia

Alessandro Trocino, Corriere della Sera redazione • 1/6/2015 • Copertina, Politica & Istituzioni • 686 Viste

ROMA «Un grande risultato, se questi dati saranno confermati, siamo il primo partito in tre regioni». Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio e il Direttorio esultano. E anche se restano cauti e l’analisi dei dati dirà solo alla fine, considerando anche le liste civiche, il reale peso dei 5 Stelle, il Movimento ottiene comunque risultati ottimi, al di sopra delle previsioni. «La coerenza premia» dice Roberto Fico. Nessun governatore, ma percentuali alle stelle e Pd tallonato da vicino o perfino superato in alcune regioni. Tanto che, per festeggiare il voto, oggi potrebbe arrivare a Roma Beppe Grillo per una conferenza stampa insieme ai sette candidati, con foto e saluto davanti a Montecitorio.
A dare le dimensioni del buon risultato c’è l’omogeneità del voto ai 5 Stelle, che in quasi tutte le Regioni ottengono percentuali alte, con picchi in Liguria, in Puglia e in Campania. Danilo Toninelli non modera l’entusiasmo e si porta avanti: «Se i risultati fossero confermati, significherebbe che la nostra marcia verso il governo è vicina al traguardo». Più probabile, per ora, che il successo renda più facile che temi come il reddito di cittadinanza diventino un reale terreno di confronto con gli altri partiti. E non solo, visto che già Michele Emiliano propone ad Antonella Laricchia di diventare assessore all’Ambiente. I 5 Stelle si troveranno sempre più davanti alla solita alternativa: continuare nella marcia solitaria (e non governare) oppure stringere alleanze e trovare spazi di condivisione di potere con altre forze.
Chat e telefoni bollenti nella notte: Beppe Grillo, da Sant’Ilario, e Gianroberto Casaleggio da Milano, si mettono in contatto con lo staff a Roma e con i candidati. La più entusiasta è la giovane Ilaria Salvatore, che porta a casa una percentuale altissima. Con l’aiutino di Grillo, che in Liguria ha un serbatoio di simpatia e di voti da utilizzare. Ma aiutano anche le divisioni in casa Pd. I candidati a 5 Stelle vanno bene ovunque. Ottime le performance di Gianni Maggi, nelle Marche, e di Antonella Laricchia, in Puglia. Si può dire raggiunto l’obiettivo della vigilia: diventare stabilmente il secondo partito ed entrare in massa in quelle Regioni che, per inciso, Beppe Grillo vorrebbe abolire. Grillo può mettere da parte il Maalox, nominato ancora ieri per cautela.
Il fondatore dei 5 Stelle, insieme al suo sodale di sempre, Gianroberto Casaleggio, è sempre più sullo sfondo. Il parricidio non c’è stato, grazie alle espulsioni di massa e al repulisti dei dissidenti. Ma nel frattempo, il M5S ha cambiato pelle e il direttorio ha preso potere e sicurezza. Faceva una certa impressione, negli ultimi giorni, vedere i volti di Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico comparire in televisione e discutere più o meno amabilmente con anchorman e conduttori. Fino a qualche mese sarebbero stati oggetto di fatwe e ritorsioni. Ma è finito il tempo dei bandi, la tv non è più Satana, i talk show non sono più strumenti a disposizione del nemico per manipolare il «verbo» dei 5 Stelle. Anzi, questa campagna ha segnato un ribaltamento del paradigma: meno piazze e più telecamere. Le comparsate di Grillo si sono fatte più rade e laddove si è fatto vedere, come in Liguria, non ha fatto il pienone di una volta. Eppure, il voto ha premiato i 5 Stelle, come non era mai accaduto nelle precedenti elezioni locali.
Alessandro Trocino

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