C’è la bozza, Tsipras: «Chiudiamo»

Trattativa Grecia/Ue. Atene entro domani deve rispondere. Per votare in parlamento l’ultimo testo su riforme e prestito di 85mld entro il 18 agosto. Germania, Finlandia e Fmi frenano

Teodoro Andreadis Synghellakis, il manifesto redazione • 9/8/2015 • Copertina, Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 665 Viste

La Com­mis­sione euro­pea ha inviato ieri mat­tina la bozza di accordo al governo di Atene. L’esecutivo elle­nico avrà ora tempo al mas­simo sino a domani per avan­zare even­tuali con­tro­pro­po­ste e sot­to­li­neare i punti su cui si trova in disac­cordo. Mal­grado le esi­ta­zioni di Ber­lino e del Fondo Mone­ta­rio Inter­na­zio­nale, secondo quanto tra­pela da ambienti gover­na­tivi greci, l’obiettivo rimane quello di poter far votare in par­la­mento il testo defi­ni­tivo dell’accordo sulle riforme e sul pre­stito di circa ottan­ta­cin­que miliardi di euro, al mas­simo entro il 18 ago­sto. Il terzo memo­ran­dum di auste­rità, impo­sto dai cre­di­tori al ver­tice euro­peo del 12 luglio, in que­sta fase potrebbe essere defi­nito solo nelle sue linee prin­ci­pali ed è pro­ba­bile che i det­ta­gli ven­gano spe­ci­fi­cati in seguito, nel corso di una nuova serie di col­lo­qui. Ale­xis Tsi­pras, quindi, con­ti­nua a lavo­rare affin­chè la que­stione si possa chiu­dere il prima pos­si­bile, per andare a nuove ele­zioni legi­sla­tive in autunno, senza pro­blemi di liqui­dità per le ban­che e senza con­ti­nue pres­sioni ed intro­mis­sioni dall’estero.

Ieri sono pro­se­guiti anche i col­lo­qui a carat­tere tec­nico tra le isti­tu­zioni dei cre­di­tori e il governo di Syriza, incen­trati, in par­ti­co­lare, sui tempi dell’ abo­li­zione delle pen­sioni anti­ci­pate, sulla rica­pi­ta­liz­za­zione degli isti­tuti di cre­dito, sul red­dito minimo garan­tito che Atene intende poter adot­tare e la pos­si­bi­lità di man­te­nere il ricorso al paga­mento rateale per chi ha ingenti debiti con lo stato. Su quest’ ultimo punto, secondo fonti gover­na­tive, le posi­zioni sono ancora distanti. Così come anche per quel che riguarda il Fondo per le Pri­va­tiz­za­zioni, che la Gre­cia è stata obbli­gata ad accet­tare, nell’ultimo, dram­ma­tico ver­tice dei capi di stato e di governo tenu­tosi a Bruxelles.

“Abbiamo imboc­cato il ret­ti­li­neo finale”, ha comun­que dichia­rato il mini­stro dell’economia Jor­gos Sta­tha­kis, il quale sta pren­dendo parte, assieme al tito­lare del dica­stero delle finanze, Efkli­dis Tsa­ka­lo­tos, agli incon­tri con i rap­pre­sen­tanti della “nuova troika”.

Secondo l’agenzia Reu­ters è pro­ba­bile che l’accordo si possa fir­mare addi­rit­tura entro mar­tedì pros­simo, la “luce verde” del par­la­mento potrebbe arri­vare per gio­vedì e per il 20 ago­sto , in que­sto modo, alla Gre­cia ver­rebbe con­cessa la prima rata del nuovo prestito.

Que­sta è lo sce­na­rio otti­mi­stico, basato sulla con­sta­ta­zione che in que­sta fase sono emerse delle diver­genze, che non dovreb­bero, tut­ta­via, impe­dire la con­clu­sione del nego­ziato. L’esperienza degli ultimi mesi, tut­ta­via, impone una for­tis­sima cau­tela, visto che in almeno due occa­sioni (prima e subito dopo la deci­sione di Ale­xis Tsi­pras si indire il refe­ren­dum del 5 luglio) erano tutti con­vinti che ci si tro­vasse ad un passo dalla firma di un nuovo accordo. La rea­zione nega­tiva, tut­ta­via, dell’Fmi prima e di Ber­lino subito dopo, ave­vano fatto sal­tare tutta la trattativa.

Anche que­sta volta, da parte tede­sca, si cerca di fre­nare, molto pro­ba­bil­mente per cer­care di pre­sen­tare l’accordo con Atene all’opinione pub­blica, come il risul­tato di un aspro con­fronto dai toni esa­spe­rati, nella migliore tra­di­zione degli ultimi mesi. Da parte della Spd, il par­la­men­tare Johan­nes Kahrs ha chie­sto che le trat­ta­tive con Atene si pro­trag­gano ancora, arri­vando a ipo­tiz­zare un rin­vio del ter­mine entro il quale la Gre­cia dovrebbe ver­sare alla Banca Cen­trale Euro­pea 3,2 miliardi di euro: l’ultima data utile, al momento, rimane quella del 20 ago­sto. Dichia­ra­zioni che sono rim­bal­zate sulla stampa greca, creando nuove apprensioni.

Oltre alle richie­ste di rin­vio che arri­vano dalla Ger­ma­nia, anche il mini­stro degli esteri fin­lan­dese, il popu­li­sta ed euro­scet­tico Timo Soini, ha fatto sapere che il suo paese potrebbe non par­te­ci­pare al nuovo pro­gramma di aiuti alla Gre­cia, per­che Hel­sinki “non intende accet­tare nuovi aggravi eco­no­mici e nean­che di discu­tere dell’alleggerimento del debito elle­nico”. Per Soini, “ovvia­mente”, lo sce­na­rio più pro­ba­bile, a lungo ter­mine, è la Grexit.

Ale­xis Tsi­pras sa bene, quindi, che le sor­prese, nei pros­simi giorni, potreb­bero non man­care. Ma è comun­que deciso a fare pres­sione per chiu­dere l’accordo, per non farsi logo­rare, con­vinto che un ecces­sivo pro­trarsi dei nego­ziati potrebbe por­tare nuova insta­bi­lità all’interno di Syriza. Meglio met­tere chia­ra­mente le carte in tavola, vedere cosa si è riu­scito a por­tare a casa, e chie­dere un nuovo man­dato agli elettori.

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