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Fondo salva-banche “A rischio tutto il settore” giallo sul dossier fantasma

Documento riservato fa crollare i titoli del credito Il governo: “Bozza non affidabile”. La Consob indaga

ANDREA GRECO, la Repubblica • 13/4/2016 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 740 Viste

Il fondo Atlante non s’è ancora caricato sulle spalle i mali del mondo (bancario) che iniziano i guai. La pubblicazione di una bozza riservata del «Documento informativo sul progetto Atlante» ha mandato in rosso i titoli bancari quotati a Piazza Affari, con investitori riavvolti nell’incertezza che i 4-6 miliardi di dotazione prevista possano non bastare, e nel timore che la prossima ricapitalizzazione della Popolare di Vicenza provochi una crisi sistemica.

Le parole usate dalla bozza di 18 pagine, redatta il 6 aprile e non definitiva, sono a tutti gli effetti preoccupanti: «Il settore bancario italiano sta attraversando un periodo prolungato di difficoltà – si legge nel documento, pubblicato sul sito del Messaggero -. In tale contesto, qualora vi fossero difficoltà nel perfezionamento degli aumenti già annunciati da Veneto Banca e Popolare di Vicenza, anche in relazione a una singola banca, potrebbero aversi rilevanti ripercussioni». L’allarme è scattato giorni fa, portando in riunione continua Tesoro, Bankitalia, i maggiori banchieri e le Fondazioni per creare una rete: «È molto probabile che una quota preponderante dei 2,5 miliardi di euro di aumenti annunciati complessivamente dalle due banche non venga sottoscritta. In questo scenario si assisterebbe a rilevanti ripercussioni per l’intero sistema finanziario ». Gli effetti sono così elencati: «Fuga dei depositi dovuta a preoccupazione dei risparmiatori sul rischio di bail in, incremento del costo del finanziamento con prevedibile tensione sugli spread, perdite sulle esposizioni verso le banche cui fosse applicato il meccanismo di risoluzione (il bail in, ndr), perdite su investimenti di famiglie e individui sui bond delle banche, effetti negativi sull’economia reale per l’impatto sulla fiducia».

Sarebbe bastato anche meno, dopo il recente rimbalzo del settore, per riavviare le vendite diffuse. E così è stato: Intesa Sanpaolo -4,11%, Unicredit -5,15%, Ubi -4,40%, Bper -3,99%, Bpm -3,65%, Mps salvata nel finale (+1,16%); tutto mentre l’indice Euro stoxx bancario chiudeva in lieve rialzo. La Consob ha avviato le verifiche del caso sulla fuga, per ricostruire i flussi informativi e l’operatività. Il Tesoro ha bollato come «non affidabile» la bozza, «non una delle ultime circolate tra gli addetti». Ce ne sarebbe almeno un’altra si mormora, ma con testo simile. Vi è poi un aspetto di retorica: il documento andrà come informazione di supporto ai cda dei gruppi chiamati a investire in Atlante – Intesa Sanpaolo e Unicredit si stima con un miliardo a testa, Cdp 400 milioni, Ubi 200 milioni le Fondazioni mezzo miliardo, infine un miliardo almeno tra banche minori e assicurazioni quindi è plausibile che Bofa Merrill Lynch (advisor di Quaestio, società di gestione del risparmio che sta per lanciare il fondo Atlante) abbia calcato i toni, per vincere la perplessità di certi partecipanti all’avventura. Che è sì «volontaria», ma di cui avrebbero fatto a meno, non ci fosse stato da scacciare l’incubo di un’altra crisi simile o peggiore a quella di novembre. Più interesse, dietro le quinte, sembra invece ci sia da fondi specializzati come Cerberus, che potrebbero entrare nella partita. Il fondo Atlante dovrebbe raccogliere tra 4 e 6 miliardi con closing previsto il 28 aprile, e investire il 70% in azioni non sottoscritte delle banche in difficoltà (si comincia il 29 con «l’intervento nella prima banca target», che poi è la Vicentina), e il 30% in alcune sofferenze di istituti, che la Sgr in autonomia individuerà.

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