Emma Bonino: «Fango sulle Ong, ma l’obiettivo sono i salvataggi dei migranti»

Ong. Emma Bonino: «Si è creato un clima mefitico e il risultato è l’assalto alla sede dell’Oim»

Carlo Lania, il manifesto • 6/5/2017 • Copertina • 551 Viste

«Quello che mi interessa è difendere lo stato di diritto, le garanzie per tutti i cittadini, italiani e no. Deve essere chiaro che un magistrato deve parlare con gli atti e non con i sospetti. Invece da due mesi il procuratore di Catania va in giro a lanciare accuse, salvo poi dire che non ha le prove per dimostrare quello che afferma. Non sono io che devo provare di essere innocente, ma qualcun altro che deve dimostrare la mia colpevolezza».

Emma Bonino va come al solito dritta al cuore del problema. Da due mesi contro le Ong che soccorrono i migranti nel Mediterraneo si è scatenata una campagna basata su presunti dossier dei servizi segreti subito smentiti e sul comportamento a dir poco ambiguo dell’agenzia europea Frontex, che prima accusa le Ong di connivenza con i trafficati di uomini e poi fa marcia indietro. Il tutto mentre dalla procura di Catania arrivano accuse, anzi «ipotesi di lavoro», che se fossero dimostrate stenderebbero un alone inquietante sul lavoro delle Ong. Per stessa ammissione del procuratore Carmelo Zuccaro, però, al momento sono proprio le prove a mancare. Il risultato di questo polverone, prosegue Bonino, «è che si è creata un’atmosfera mefitica di sospetti che provoca gesti come il blitz contro i migranti fatto dalla polizia alla stazione di Milano o l’aggressione di Forza Nuova alla sede dell’Oim di Roma».

La leader radicale parla al Senato nel corso di una conferenza stampa che gli organizzatori – il presidente della Commissione Diritti umani di palazzo Madama Luigi Manconi, Caritas Italia e le Ong Msf, Save the Children e Open Arms – non a caso hanno voluto intitolare «La grande bugia delle navi taxi» proprio per smentire una delle accuse rivolte alle organizzazioni umanitarie. «E’ stata messa sotto accusa la pratica dei salvataggi in mare» spiega Manconi, per il quale lo scopo dei sospetti messi in giro ad arte, e non a caso definiti «malevoli e maleodoranti» dal senatore dem, è quello di colpire l’idea di solidarietà umana. «Qual è il reato di cui dovremmo discutere? Qual è la colpa?», chiede Manconi. «Dobbiamo salvare l’onore di Ong che nei loro bilanci devono inserire non solo i finanziamenti ricevuti, ma anche le migliaia di vite salvate».

Il quadro si fa più preoccupante se si considera che l’attacco contro le Ong non riguarda solo l’Italia ma anche l’Ungheria, paese nel quale il governo guidato da Viktor Orban sta discutendo un disegno di legge che limita fortemente l’attività delle Ong, alcune delle quali non a caso si occupano di migranti. La posta in gioco, allora, sembra essere un’altra: le politiche europee sull’immigrazione che non devono più basarsi sull’accoglienza (ammesso che riescano, vedi la fallimentare distribuzione dei profughi tra gli Stati membri), piuttosto sul contenimento e respingimento di chi fugge da guerre e miseria. Ne è convinto ad esempio il direttore della Caritas don Francesco Soddu, per il quale le accuse alle Ong altro non sono che «un pretesto per distogliere l’attenzione dalle evidenti fatiche nel trovare soluzioni politiche a più ampio spettro nella gestione di questo fenomeno».

«Nel momento in cui stiamo parlando le nostre navi stanno soccorrendo undici gommoni, più di mille persone», dice Riccardo Gatti di Open Arms. «Contro di noi ho sentito accuse che non sono mai state formalizzate. Ho capito che l’obiettivo è farci sparire dalla zona in cui operiamo». L’ong spagnola è nel mirino per un soccorso avvenuto il 18 febbraio e nel quale, secondo l’ennesimo rapporto di Frontex, si sarebbe fatta consegnare dei migranti dalla guardia costiera libica. Accuse respinte da Open Arms e sulle quali stanno lavorando i suoi legali. «Quello che posso dire è che la Guardia costiera ha ringraziato noi e le altre Ong per essere nel Mediterraneo, perché loro da soli non ce la fanno», ricorda Gatti.

Per i prossimi giorni sono attese le conclusioni dell’indagine avviata dalla commissione Difesa del Senato sul lavoro delle Ong. Dalle audizioni svolte finora non sono però risultate prove che dimostrerebbero la validità delle accuse contestate. Come ha ricordato un membro della commissione, il senatore Mdp Federico Fornaro: «Tutte le autorità militari ascoltate negano comportamenti anomali da parte delle Ong, così come anche il procuratore di Siracusa Giordano afferma che non esiste alcun riscontro di un collegamento tra Ong e trafficanti. E questi – afferma il senatore – mi sembrano dati oggettivi».

«Il problema è l’impossibilità e l’incapacità per l’Italia di fare accoglienza», conclude Loris De Filippi, responsabile di Msf Italia. «Paghiamo Frontex 250 milioni di euro l’anno, possibile che non si riesca a mettere in piedi un soccorso in mare europeo? Noi torneremmo volentieri a fare quello che facevamo in giro per il mondo».

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