Germania, elezioni . Il Nordreno espande i confini CDU

«Piccole elezioni federali» alla Cdu. I socialdemocratici di Schulz analizzano il crollo in un land chiave, storica roccaforte

Sebastiano Canetta, il manifesto • 16/5/2017 • Europa, Internazionale • 680 Viste

Verdi quasi dimezzati, Piraten dall’8 all’1%. La Linke invece vola con Katja Kipping: «Grazie a un programma di giustizia sociale»

BERLINO. Il giorno dopo la storica vittoria delle «piccole elezioni federali» la cancelliera tedesca aggiorna i confini dell’inespugnabile Merkeland. Domenica è caduta la roccaforte Spd in Vestfalia con la clamorosa sconfitta dell’ex governatrice Hannelore Kraft non più «regina del Nordreno». In parallelo si consuma la terza disfatta in due mesi per il leader socialdemocratico Martin Schulz, orfano dell’effetto mediatico e padre del nuovo disastro elettorale del partito.

DOPO 5 ANNI (più 2) di governo del Land-chiave della Germania la Spd ha bruciato quasi il 10% dei consensi; peggio hanno fatto solo i Verdi, quasi dimezzati dal voto.

Crisi del socialismo-democratico e del realismo-ecologista, ma non della Sinistra che raccoglie i frutti di cinque anni di opposizione frontale e la costruzione di un piano davvero alternativo. «Abbiamo raddoppiato i voti grazie a un programma di giustizia sociale» esulta la leader Linke Katja Kipping soddisfatta del risultato che “anticipa” la tendenza delle elezioni federali del 24 settembre.

Ma in Germania torna anche la voglia di deregulation come dimostra il boom dei liberali sempre più fondamentali nella bilancia di formazione delle future coalizioni. In attesa della geometria politica a Düsseldorf come a Berlino, “parla” la voce dei 13 milioni di elettori del Nordreno che hanno eletto il nuovo presidente Cdu Armin Laschet con il 33% delle preferenze e bocciato la premier uscente Kraft che ha convinto solo il 31,2% dei concittadini.

FDP BALZA DALL’8,6% AL 12,6; i Grünen lasciano per strada quasi metà dei voti (dall’11,3% al 6,4) mentre si gonfia la Linke (dal 2,5 al 4,9) e non sfondano i populisti di Afd “fermati” a quota 7,4 ma sopra la soglia di sbarramento in Parlamento. I Piraten invece si confermano uno spento ricordo: dal 7,8 del 2012 all’1%.

«Non sono un mago. Certo abbiamo perso la partita, ma la corsa dell’Spd in direzione del Bundestag prosegue come prima» assicura Schulz dopo le dimissioni di Kraft che lascia gli incarichi anche nel partito. Fine della carriera e prezzo da pagare alla linea centrista dell’ex prima ministra Spd che ha rifiutato alleanze preventive con la Sinistra. «La Linke incassa i frutti della campagna concentrata sugli alloggi a prezzi accessibili, povertà infantile e “buon lavoro”» è la lezione di Kipping.

L’esatto contrario della ricetta del neo premier Laschet e della Cdu business oriented che ora proverà a ricostruire l’asse con i liberali. Coalizione giallo-nera tutt’altro che ipotetica, a cui si lavora febbrilmente da ambo le parti.

«FAREMO DI TUTTO per realizzare questo schema politico» fa sapere il governatore Cdu confortato dai segnali provenienti dalla vicina sponda. «Se ci sarà la reale volontà, il cambiamento potrà essere raggiunto» promette il leader locale Fdp Johannes Vogel.

Nel frattempo oggi a Düsseldorf verranno costituiti i nuovi gruppi parlamentari; entro 20 giorni si terrà la seduta costitutiva del Landtag mentre per la nomina del presidente dell’aula non c’è limite: i negoziati si trascineranno ancora a lungo e andranno consultati anche gli iscritti.

Ma Cdu e liberali sono già d’accordo sul debito-zero in Nordreno entro il 2020, incentivi alle imprese locali e giro di vite sulla sicurezza con l’assunzione di 2.300 nuove reclute della polizia ogni anno. Piena concertazione anche sul «rilancio dell’economia» della prima regione industriale della Germania, che tradotto dal programma elettorale, significa risparmiare sui contratti collettivi, liberalizzare gli appalti pubblici e piegare la burocrazia ai bisogni delle imprese locali. Più dura invece sarà la trattativa sull’istruzione, anche se entrambi i partiti contestano il buono-scuola elargito dal precedente governo rosso-verde.

CARTE DA RIMESCOLARE, dunque, anche per i Verdi passati all’opposizione che «perdono le elezioni ma non le convinzioni» almeno secondo Cem Özdemir determinato con Katrin Goering-Eckardt a «continuare la sfida fino alle elezioni federali». Ma domenica è stata «una notte nera» per gli ecologisti, conferma la responsabile del Nordreno Sylvia Löhrmann che non è riuscita a raccogliere il consenso intorno all’«integrazione intelligente dei rifugiati».

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