Commissione UE, la Grecia può uscire dalla procedura d’infrazione

Ue. La disoccupazione resta al 21,7% ma “è in discesa”. Tsipras incontra Juncker a Salonicco: “I sacrifici enormi del popolo greco sono serviti, torneremo a crescere”

Teodoro A. Synghellakis, Fabio Veronica Forcella • 15/7/2017 • Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 729 Viste

La Commissione ha mandato un segnale simbolico ma anche sostanziale e ha deciso di chiedere la chiusura della procedura per deficit eccessivo nei confronti della Grecia. La decisione definitiva verrà presa dai ministri dell’economia dell’Unione europea e l’esito, a meno che non ci siano sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe essere positivo.

La procedura era stata avviata nel 2009, in piena crisi economica, e non è direttamente collegata con i memorandum di «aiuti» e austerità con cui la Grecia è alle prese da ormai sette anni. Una strada impervia, che dovrebbe arrivare a conclusione la prossima estate.

La chiusura della procedura sul deficit, tuttavia, è sicuramente un messaggio che dopo anni di misure lacrime e sangue, il paese sta pian piano rientrando in un clima di moderata normalità, e che i vampiri dell’austerità stanno allentando la morsa. «La decisione è il risultato degli importanti sforzi compiuti dal paese negli ultimi anni per risanare le proprie finanze – ha dichiarato Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e finanziari – come anche dei progressi compiuti nell’applicazione del programma di sostegno della Grecia, approvato dal Meccanismo Europeo di Stabilità». Dai dati ufficiali il deficit della Grecia, nel 2009, toccava il 15,1%, mentre per il 2017 le previsioni parlano di un deficit sceso intorno all’1,2%. Intanto, nel 2016 il paese è riuscito a raggiungere un avanzo dello 0,7%.

Per il responsabile economico della Ue «Questo è un momento altamente simbolico per la Grecia. Dopo tanti anni di sacrifici del popolo ellenico, il paese raccoglie i frutti delle sue fatiche», e si dichiara convinto, inoltre, che il paese è pronto «a girare a pagina anche sull’austerità, ad aprire un nuovo capitolo di sviluppo, investimenti e occupazione».

Ovviamente, per raggiungere questi risultati, si sono dovuti contrarre al massimo anche le spese; e i pagamenti da parte della pubblica amministrazione vanno spesso molto a rilento. Per quel che riguarda la disoccupazione, è in lenta discesa, ma si tratta sempre di livelli molto elevati: per l’ente statistico ellenico, Elstat, ad aprile era al 21,7%.

Alexis Tsipras, che ha incontrato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker a Salonicco, ha definito la chiusura della procedura di infrazione «un messaggio molto importante, dovuto agli enormi sforzi fatti dai cittadini greci». Ha voluto inoltre ribadire che «il paese è pronto per tornare a crescere». E Juncker ha ricordato che nel 2015, nel loro primo incontro, il deficit greco era al 5,1% del Pil, e che da allora è sceso in maniera costante e costante. «Il paese, ormai, si trova in una situazione molto buona», ha concluso Junker.

Una condizione che, dai molti rumors, potrebbe consentire alla Grecia di tornare a finanziarsi sui mercati, già nei prossimi mesi. I cittadini, intanto, attendono l’uscita dal memorandum, confidando che non si torni più a parlare di tagli degli stipendi e delle pensioni e che le misure di austerità possano diventare davvero un pessimo ricordo.

FONTE: Teodoro A. Synghellakis, Fabio Veronica Forcella, IL MANIFESTO

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