Stati uniti, declassato Jared Kushner, che perde accesso ai file «top secret»

In questa retrocessione Kushner non è solo, ma con tutti i funzionari dell’amministrazione che, come lui, avevano un nullaosta provvisorio

Marina Catucci • 1/3/2018 • Internazionale • 414 Viste

Il genero e consigliere di Donald Trump, Jared Kushner, non avrà più accesso alle informazioni classificate più sensibili della Casa bianca. A dare la notizia è Politico che cita un memo inviato al marito di Ivanka dove gli si notifica che il suo livello di accesso è stato abbassato da top secret a secret, allineandolo con tutti gli altri funzionari della Casa bianca.

IN QUESTO MODO KUSHNER perde l’accesso a tutte le informazioni sensibili della presidenza, incluso il rapporto che i servizi segreti fanno al presidente ogni mattina, e il suo ruolo politico ne risulta bruscamente ridimensionato. In questa retrocessione Kushner non è solo, ma con tutti i funzionari dell’amministrazione che, come lui, avevano un nullaosta provvisorio e il cui controllo di eleggibilità definitiva per essere autorizzati ad accedere ai documenti top secret veniva posticipato da mesi.

Questa mossa è arrivata dopo il caso dell’ex segretario dello staff Rob Potter, anche lui in possesso di un nullaosta temporaneo, dimessosi per le accuse circostanziate di violenza domestica delle sue ex mogli. Il documento riguardante la retrocessione di Kushner non è stato firmato dal capo dello staff della Casa bianca, John Kelly, con il quale non corre buon sangue, ma anche senza la sua firma, è stato Kelly a relegare il giovane consigliere nei suoi settori di competenza, vale a dire i rapporti diplomatici con Cina e Messico il dialogo tra Israele e Palestina, la modernizzazione tecnologica del governo federale, la riforma dell’assistenza per i veterani e il sistema giudiziario.

SECONDO LA CNN la ragione delle tensioni tra Kelly e Kushner sarebbe Ivanka Trump, che per Kelly «giocherebbe a governare», mentre il motivo del declassamento starebbe nelle conversazioni private dei rappresentanti di almeno quattro Paesi, tra cui Emirati Arabi, Cina, Israele e Messico, su i modi per manipolare Kushner, e si va dal paventargli vantaggi per i suoi business, far leva su le sue difficoltà finanziarie, e la scarsa esperienza in politica estera. Oltre a Kelly, contro Kushner c’è anche il procuratore speciale Robert Mueller che da mesi indaga sulle attività della sua famiglia, in special modo riguardo un affare immobiliare a Manhattan e un buco finanziario, che sarebbe stato colmato da Kushner con capitali provenienti dall’Arabia Saudita.

LA STELLA IN CADUTA del genero di Trump ha trovato un po’ di ossigeno nella scelta del presidente di prendere come manager della sua campagna elettorale del 2020, il 42enne Brad Parscale, amico di Kushner; questo forse permetterà al consigliere declassato di restare un po’ più all’interno della Casa bianca, da cui sta invece uscendo un altro suo alleato, Josh Raffel, portavoce suo e di Ivanka, che con loro aveva lavorato per contrastare Steve Bannon. Qualcosa deve essere cambiato se dopo essere diventato vice portavoce dell’intera struttura della comunicazione, Raffel se ne va.

FONTE: Marina Catucci, IL MANIFESTO

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