Spagna, Governo Sánchez: la sanità torna universale e «via le lame da Ceuta»

In sei mesi sarà restituita la copertura sanitaria a tutti, spagnoli e migranti. Il Consiglio dei ministri ha anche deciso di studiare metodi alternativi e meno cruenti nelle due enclave in Marocco

Luca Tancredi Barone • 16/6/2018 • Europa, Immigrati & Rifugiati • 325 Viste

Il governo di Pedro Sánchez continua a puntare tutto sull’immagine, cosciente della sua debolezza parlamentare. Il Consiglio dei ministri di ieri ha lanciato molti segnali. Il più politicamente rilevante è quello di restituire la copertura sanitaria universale a spagnoli e migranti. Nel 2012 il Pp di Rajoy aveva tolto improvvisamente questo diritto costituzionale a 800mila persone. Molte comunità autonome avevano in parte rimediato. La prima fu la Comunità valenziana, quando ministra della sanità era proprio l’attuale ministra della Salute del governo Sánchez, Carmen Montón. «È una questione di decenza», ha detto la ministra portavoce Isabel Celaá.

Oltre alle nomine dei segretari di stato e dei prefetti in tutte le comunità, ieri sono arrivate altre nomine di peso. La più significativa è quella della procuratrice generale dello stato (Fiscala general): è Maria José Sagarra, la seconda donna a occupare questa posizione chiave a capo della pubblica accusa spagnola. Magistrata progressista, molto apprezzata anche dal maggioritario blocco conservatore dei giudici, si è spesa moltissimo sul tema della violenza di genere.

Questa settimana il governo ha mandato anche altri segnali, oltre alla velocità nell’affrontare la crisi che ha portato alla dimissione dell’ex ministro della Cultura Màxim Huerta. Il ministro degli interni Grande-Marlaska, pur smentendo la notizia che era trapelata sulla sua decisione di nominare la prima capa della Policía nacional donna, ha però fatto sapere che era favorevole all’eliminazione delle odiose lame sulle recinzioni delle due enclave spagnole in Marocco, Ceuta e Melilla, che tanti danni permanenti provocano sui migranti che cercano di entrare in Spagna. Ieri il Consiglio dei ministri ha deciso di studiare metodi alternativi e meno cruenti.

Grande-Marlaska si è anche detto favorevole all’avvicinamento ai loro luoghi di residenza dei politici catalani in carcere: la decisione dipende dal governo (e non dai giudici), vedremo se si concretizzerà. Il governo ha inoltre istituito la nuova figura dell’Alta Commissaria per la povertà infantile (un terzo dei bambini spagnoli è in rischio di povertà o esclusione sociale, secondo la ong Save the Children): sarà la senatrice socialista María Luisa Carcedo. Infine il Consiglio dei ministri ha sbloccato i 18 veti che il governo precedente aveva messo alla discussione di leggi al Congresso: la maggioranza sono proposte di Podemos (che però la Presidenza del Congresso, maggioranza Pp + Ciudadanos, può ancora bloccare).

Domani arriveranno le tre navi (l’Aquarius e le due navi italiani) con i 630 migranti a bordo a Valencia. Celaá ha ribadito che secondo l’esecutivo spagnolo questo non causerà un «effetto chiamata».

L’iper attivismo del governo Sánchez ha eclissato quella che sarebbe stata la notizia del giorno: dopo 32 anni, Mariano Rajoy lascia il suo seggio di deputato, in attesa dell’elezione del suo successore, in un congresso straordinario a luglio.

FONTE: Luca Tancredi Barone, IL MANIFESTO

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