Stati Uniti-Messico, addio al Nafta, c’è nuova intesa commerciale

Nord America. Accordo con il Messico per rivedere i rapporti commerciali, per ora il Canada resta fuori: negoziati in seguito, fa sapere il presidente. Che vince la sua battaglia contro il ventennale trattato di libero scambio

Marina Catucci * • 28/8/2018 • Internazionale, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 424 Viste

Stati Uniti e Messico hanno raggiunto un’intesa per rivedere le parti chiave dell’accordo di libero scambio nordamericano (il North American Free Trade Agreement, Nafta) che risale a 24 anni fa e interessa Canada, Messico e Stati uniti. Un passo cruciale verso la riattualizzazione di un patto commerciale che pareva sull’orlo del collasso nell’ultimo anno di negoziati e a cui Trump si è sempre opposto, definendolo , il «peggiore» accordo commerciale della storia.

Trump ha detto che i due Paesi entreranno, in un nuovo accordo chiamato «accordo commerciale Stati uniti-Messico» e che vorrebbe liberarsi del nome Nafta, che secondo lui avrebbe cattive connotazioni. Al momento il Canada non fa parte dell’intesa, ma Enrique Pena-Nieto, il presidente messicano, ha detto di volerlo includere.

Il tycoon americano ha annunciato il raggiungimento dell’accordo in una conferenza stampa convocata in fretta e furia nello Studio Ovale, con Pena-Nieto collegato in video conferenza: ha definito l’intesa positiva per entrambi i Paesi e assicurato che il Messico lavorerà con gli Usa al confine e in agricoltura, due temi cari ai suoi sostenitori.

«Le trattative con il Canada inizieranno praticamente subito», ha poi aggiunto Trump. Secondo indiscrezioni, il ministro degli Esteri canadese sarebbe in volo per Washington.

Dopo aver passato il primo anno e mezzo di presidenza a estremizzare il concetto protezionista di America First, alienandosi la solidarietà degli alleati più stretti, complici anche le complicate vicende interne Trump sembra ora fare dietrofront, almeno parzialmente, e cercare di stemperare le tensioni con i partner storici.

Con la Ue ha già raggiunto una tregua, anche se resta il ventilato spettro dei dazi sul settore cruciale delle auto; la Casa bianca sta anche premendo sulla Ue per intensificare i colloqui commerciali avviati dopo il vertice di luglio fra Trump e Jean-Claude Juncker.

Emily Haber, ambasciatore tedesco a Washington, ha suggerito una scadenza entro le elezioni per il Parlamento europeo dell’anno prossimo e dichiarato che entrambe le parti «vogliono risultati rapidi», affermazione confermata dell’amministrazione Usa.

L’approccio di Trump sul Nafta ha allarmato molti repubblicani che sostengono le radici libere del commercio promosse dall’accordo e sono preoccupati dell’impatto che questo nuovo corso potrebbe avere sugli agricoltori. I democratici sono divisi: alcuni concordano con l’attenzione di Trump a lavori di produzione, ma altri si preoccupano dello stile di negoziazione «prendere o lasciare» di The Donald.

Anche se Trump dovesse riuscire a mettere insieme un accordo finale con Messico e Canada, probabilmente il Congresso dovrà votare per approvare i cambiamenti, e con le elezioni di medio termine alle porte che potrebbero ribaltare gli equilibri del Congresso, si spiegherebbe la fretta di chiudere l’intesa il prima possibile.

* Fonte: Marina Catucci, IL MANIFESTO

 

photo: By Presidencia de la República Mexicana (Cumbre de Líderes del G20) [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

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