Ordinanza antidegrado. Disfida della sicurezza a Pisa

L’ex assessore Danti si fa multare perché seduto sui gradini di una chiesa in piazza dei Cavalieri, per contestare l’ultima ordinanza securitaria della nuova giunta leghista, peraltro quasi identica a quella del Pd che un anno fa istituì il “daspo urbano”

Riccardo Chiari * • 6/11/2018 • Welfare & Politiche sociali • 618 Viste

PISA.  Ad un anno dall’introduzione del “daspo urbano”, che fece di Pisa la prima amministrazione italiana ad approvare gli “ordini di allontanamento di chi attenta al decoro e contribuisce al degrado” della città, sotto la Torre pendente va avanti la sfida a chi è più securitario. Provocando irresistibili siparietti, come quello che ha visto multato di 100 euro il prof di liceo ed ex assessore Dario Danti, reo di essersi seduto sul sagrato della chiesa di Santo Stefano in piazza dei Cavalieri. Un sagrato bagnato con acqua e sapone per ordine del Comune, proprio per disincentivare i bivacchi, in una piazza che peraltro da due anni è presidiata h24 da tutte le forze dell’ordine, a turno.

“E’ stato un atto politico contro un provvedimento che ritengo ridicolo”, ha spiegato l’ex assessore della giunta Filippeschi (Pd), riferendosi all’ultima ordinanza antidegrado della nuova giunta leghista che vieta, tra le tante, di sedersi sui gradini delle chiese. “I vigili mi hanno invitato ad alzarmi ma mi sono rifiutato, e sono rimasto seduto mentre aspettavo gli agenti che non avevano neppure il verbale giusto. Ora andrò dal sindaco Conti con i miei legali, per spiegare le mie ragioni”.
La notizia ha dato la stura alla polemica. “Molti per fortuna sono d’accordo con i provvedimenti del Comune – ha detto Giulia Gambini di Fdi – perché preferiscono una piazza pulita all’odore di vomito, di urina e di alcool”. Di parere opposto Olivia Picchi del Pd: “La vicenda vissuta, e se volete creata (non è questo il punto) da Dario Danti, mostra i limiti di ordinanze che hanno il solo scopo di fare un po’ di rumore, e i limiti culturali della giunta”.
Da parte sua, la sinistra di Diritti in Comune rivela un, pur prevedibile, retroscena: “L’ordinanza del sindaco Conti è un copia-incolla del regolamento di polizia urbana già in vigore. Ed è in perfetta continuità con l’iniziativa repressiva della vecchia amministrazione, di cui semplicemente allarga i confini, sempre nel centro storico. Anche le multe sono le stesse già previste nell’applicazione del decreto Minniti”. Poi arrivano i conti di anno di “daspo urbano”: “La polizia municipale ha disposto 62 ordini di allontanamento, dei quali più della metà per presunti ‘impedimenti all’accesso e alla fruibilità delle infrastrutture’: cioè sdraiarsi sulle panchine, nei giardini pubblici, sulle spallette, sui gradini dei palazzi…”. Quanto degrado.

* Fonte: Riccardo Chiari, IL MANIFESTO

photo: Di Dickelbers [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], da Wikimedia Commons

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