Torino, folla per Ilaria Cucchi al Campus, poi all’ANPI con Mimmo Lucano

Nella notte Forza Nuova ha affisso davanti al conservatorio uno striscione: «Anpi oggi come ieri: traditori del popolo». Ilaria Cucchi replica: «Abbiamo le spalle larghe, sono abituata a insulti e accuse»

Mauro Ravarino * • 18/11/2018 • Carcere & Giustizia • 433 Viste

TORINO. Troppo piccolo il conservatorio Verdi di Torino per raccogliere l’affetto attorno a Ilaria Cucchi e Mimmo Lucano, che ieri hanno ricevuto la tessera onoraria dell’Anpi. In molti, durante la cerimonia, sono rimasti fuori dalla sala concerti. È stata una decisione forte e importante quella dell’associazione partigiani guidata da Carla Nespolo, una scelta che testimonia vicinanza ai nuovi partigiani della Costituzione e a chi spende la vita per i diritti degli ultimi. Insieme alla sorella di Stefano Cucchi, morto nel 2009 mentre era in stato di arresto, e al sindaco di Riace, sottoposto tuttora al divieto di dimora, anche l’artista Ugo Nespolo ha ricevuto la tessera onoraria dall’Anpi: «Il nostro dovere di intellettuali – ha detto – è smascherare il fascismo, sempre».
Ilaria è stata accolta dagli applausi. «Abbiamo portato avanti una battaglia di civiltà in un momento in cui eravamo soli, questo riconoscimento mi onora e mi emoziona», ha dichiarato a caldo. «Stefano – aveva sottolineato poche ore prima nella presentazione del film “Sulla mia pelle” al campus universitario Einaudi – è morto per l’indifferenza, quella di oltre centoquaranta pubblici ufficiali, tra forze dell’ordine, giudici, infermieri e medici. Nessuno di loro ha fatto nulla, nessuno ha denunciato subito quello che aveva davanti agli occhi. Stefano non era un eroe, era un tossicodipendente, un essere umano anche un po’ rompiscatole, ma questo non c’entra nulla con quello che gli hanno fatto. È morto come un ultimo tra gli ultimi e non è giusto».

Emozionato, Lucano, il sindaco dei migranti, nel ricevere il riconoscimento. «È sorprendente dopo le amarezze di questo periodo avere questa dimostrazione di affetto, non l’avrei immaginato. Questo governo ci indica la strada della barbarie e della disumanizzazione. Stiano correndo il grave pericolo di una società autoritaria. Dobbiamo essere uniti. Ora stanno trasferendo tutti i rifugiati, pensano che questa sia una vittoria, in realtà è una sconfitta. Riace la sua vittoria l’ha già avuta e quello che è accaduto a Riace, una terra difficile per tante ragioni, può essere possibile in tutta Europa».

Nella notte tra venerdì e sabato Forza Nuova ha affisso davanti al conservatorio uno striscione: «Anpi oggi come ieri: traditori del popolo». Ilaria Cucchi ha replicato: «Abbiamo le spalle larghe, sono abituata a insulti e accuse. Più volte sono stata accusata di strumentalizzare la morte di mio fratello. Sì, l’ho fatto e lo farò finché ne avrò la forza perché è troppo facile far finta che gli ultimi non esistano, convincere le persone che il nostro benessere è legato alla violazione dei diritti di qualcun altro. I diritti non sono per nessun motivo sacrificabili».

* Fonte: Mauro Ravarino, IL MANIFESTO

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