USA, per i democratici il nemico un giorno è Trump, l’altro è Biden

Secondo round di dibattiti televisivi . Bernie Sanders e la senatrice Elizabeth Warren, entrambi su posizioni di sinistra, hanno fatto squadra per difendere un’idea socialdemocratica di governo

Marina Catucci * • 2/8/2019 • Internazionale • 169 Viste

Secondo round di dibattiti per le primarie democratiche, sempre divisi in due serate per dar modo agli oltre 20 candidati di farsi conoscere. Da questi due ultimi appuntamenti si evince che il dibattito interno è tra moderati e liberal, è che l’elemento divisivo nel partito è Joe Biden.

Se nell’arco della prima serata Bernie Sanders e la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren, entrambi su posizioni di sinistra, hanno fatto squadra per difendere un’idea socialdemocratica di governo, e la discussione, anche con i centristi, è stata un confronto di piattaforme, senza attacchi personali, durante il secondo dibattito, molto meno interessante, si è assistito a un accerchiamento dell’ex vice presidente, che si è trasformato a tratti in una battaglia circolare tra candidati.

Biden è apparso più preparato che al primo dibattito ma non ne è uscito gloriosamente, nessuna battuta fulminante come quella di Warren che all’ennesima dichiarazione di inattuabilità di una riforma verso la sanità pubblica, ha risposto al candidato moderato John Delaney: «Non capisco perché qualcuno si preoccupi di candidarsi come presidente solo per parlare di ciò che non possiamo davvero fare e per cui non dovremmo lottare»; o quella di Sanders che sempre difendendo la proposta per la sanità pubblica ha detto a Delaney di sapere di cosa sta parlando in quanto «ho scritto io quella dannata proposta di legge».

Biden, anche se è ancora stabilmente in cima ai sondaggi, continua a suonare come una voce dal passato, come quel suo chiamare, anche se affettuosamente, kid, «ragazzina», la 54enne senatrice della California Kamala Harris. Propone un’idea di America anchilosata negli schemi di un partito centrista, ignorando le richieste di cambiamento radicale che arrivano da tutte le parti. Se nella prima serata sembrava chiaro che il nemico fosse Trump, nella seconda è sembrato Biden, limitando così la possibilità di un vero confronto stimolante su sanità, immigrazione, razzismo, istruzione ed un confronto di piattaforme.

Per accedere al terzo round di dibattiti che si terranno il 12 e 13 settembre a Houston, Texas, bisognerà aver raggiunto i criteri di almeno 130 mila donatori e il 2% nei sondaggi; a oggi i candidati qualificati sono 7: Sanders, Warren, Biden, Harris, Beto, Buttigieg e Booker, ma c’è tempo fino al 28 agosto per raggiungere i requisiti richiesti.

* Fonte: Marina Catucci, IL MANIFESTO

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