WikiLeaks. La Svezia archivia l’accusa di stupro contro Assange

WikiLeaks. La Svezia archivia l’accusa di stupro contro Assange

Loading

La magistratura svedese ha archiviato l’indagine sul fondatore di WikiLeaks Julian Assange per stupro e molestie sessuali. Assange ha sempre negato l’accusa e per 7 anni ha evitato l’estradizione in Svezia cercando rifugio nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.

La Svezia ha deciso per l’archiviazione a causa delle poche prove e della difficoltà nell’accertare i fatti. «Il motivo è che le prove si sono notevolmente indebolite a causa del lungo periodo di tempo trascorso dagli eventi in questione», ha scritto nella sentenza il vicedirettore della pubblica accusa Eva-Marie Persson.

Le accuse ad Assange riguardavano l’insistenza nell’avere rapporti non protetti che per la legge svedese rientra nei casi di stupro. Al momento Assange è in carcere nel Regno unito, da quando lo scorso aprile è stato costretto a lasciare l’ambasciata ecuadoriana. L’inchiesta svedese era stata archiviata nel 2017, ma è stata riaperta a inizio anno proprio in seguito all’allontanamento di Assange dall’ambasciata.

A febbraio ci sarà l’udienza per decidere sulla sua estradizione negli Usa. Non ci sono stati commenti immediati da parte di Assange ma Wikileaks ha accolto con favore la mossa svedese di abbandonare l’inchiesta.

* Fonte: Marina Catucci, il manifesto



Related Articles

La Cassazione boccia la retroattività del decreto sicurezza sui permessi umanitari

Loading

Immigrazione. Dopo la  sentenza della Cassazione le commissioni rilasciano la protezione umanitaria

Istanbul. Dilek Ocalan fermata all’aeroporto

Loading

Turchia. Nuovo colpo al partito di opposizione Hdp: la nipote del leader del Pkk era diretta in Italia per il corteo kurdo di sabato a Milano. Approvata la costruzione di una moschea a piazza Taksim

Polizia assassina, epidemia americana

Loading

Tensione alle stelle in Missouri. Dopo Michael Brown a Ferguson, un poliziotto bianco uccide a St. Louis un altro giovanissimo afroamericano. Città sull’orlo della rivolta. I casi di omicidi da parte della polizia sono sicuramente migliaia ma nessuno, nemmeno l’occhiuto Fbi, tiene statistiche ufficiali. E la giustizia in tribunale tarda ad arrivare. Obama prova a intervenire, boccia la «militarizzazione» degli agenti ma in concreto, come sulle armi, non cambia nulla

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment