Regno Unito. I sindacati contro la legge anti-sciopero

Regno Unito. I sindacati contro la legge anti-sciopero

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La legge è stata definita «antidemocratica, inapplicabile e quasi certamente illegale» dai vari leader sindacali, e rappresenta un colpo basso al diritto di sciopero

 

Continuano le vicissitudini della più diluviale piena di scioperi in Gran Bretagna dagli anni Ottanta. Ieri, mentre in diverse parti del paese si astenevano dal lavoro autisti dei bus e insegnanti di vario ordine e grado, il ministro del Commercio Grant Shapps introduceva ai Comuni il disegno di legge anti-sciopero con cui intende spezzare la solidarietà tra e per i lavoratori che, nonostante i disagi, perdura nell’opinione pubblica.

Il contestatissimo Bill prevede in buona sostanza che i sindacati possano essere fatti oggetto di denuncia se non garantiranno una copertura minima durante lo sciopero. Tale copertura riguarderà i servizi antincendio, postali, le ambulanze e i treni. I datori di lavoro potranno inoltre compilare delle liste con un numero minimo di lavoratori necessario in ciascun settore per far funzionare il servizio a scartamento ridotto. Saranno così in grado di impedire lo sciopero o chiedere successivamente il risarcimento dei danni se i sindacati non rispetteranno gli obblighi. Inizialmente riguardava soltanto il trasporto pubblico; era stato annunciato la prima volta lo scorso ottobre e faceva già parte del manifesto elettorale del partito conservatore presentato alle elezioni politiche del 2019.

La legge è stata definita «antidemocratica, inapplicabile e quasi certamente illegale» dai vari leader sindacali, e rappresenta un colpo basso al diritto di sciopero. Non farà altro che aumentare gli scioperi ed è un chiaro attacco ai key workers, quegli stessi lavoratori essenziali tanto osannati per la loro abnegazione durante la pandemia, hanno affermato. Shapps ne ha difeso l’introduzione in aula, sostenendo che la mancanza di un accordo con il sindacato degli infermieri aveva «messo a repentaglio» la salute dei cittadini e che una simile legge ne avrebbe rispettato e tutelato i diritti.

Mick Lynch, il segretario della ferroviaria Rmt, ha definito le liste numeriche delle vere e proprie liste di coscrizione: «L’unico motivo per cui viene introdotta questa legislazione draconiana è perché il governo ha avuto la peggio e vuole punire i lavoratori per aver osato chiedere condizioni di lavoro e retribuzioni dignitose», aveva detto in un’intervista alla rivista Tribune a inizio gennaio.

Mentre ci si aspetta un passaggio a vele spiegate ai Comuni – dove i Tories hanno una grassa maggioranza – alla camera dei Lords, – dove non ne hanno – non sarà di certo altrettanto. Quest’escalation esacerberà ulteriormente gli animi. Già lunedì, il tavolo di trattative aperto in extremis fra sindacati del settore ospedaliero e governo non aveva portato all’accordo agognato, con entrambe le parti ferme sulle proprie posizioni: i primi chiedono un aumento salariale al passo con l’inflazione per il biennio corrente, con il governo che si è limitato a fare un’offerta di aumento sostanzialmente più bassa e solo relativa al 2023/24. E oggi sciopereranno nuovamente le ambulanze, sullo sfondo di un sistema sanitario nazionale in ginocchio, con dolorose file ai pronto soccorso e disservizi a tutti i livelli. Dovuti soprattutto ai tagli e alle privatizzazioni, non certo agli scioperi.

* Fonte/autore: Leonardo Clausi, il manifesto



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