La Bassona vietata ai nudisti addio alla spiaggia simbolo

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LIDO DI DANTE (Ravenna) – «La Bassona è stata “nostra” per quarant’anni, è diventata famosa anche in Germania e in Olanda. Ma adesso diciamo basta. Portiamo soldi, sosteniamo l’intera economia del lido di Dante, non disturbiamo nessuno e siamo trattati come cani in chiesa. L’ultima novità  è questa: possiamo camminare sulla spiaggia, ovviamente nudi, ma non ci possiamo fermare. Se metti l’asciugamano sulla sabbia e ti stendi ecco arriva la guardia forestale: 50 euro di multa».

Prima domenica di giugno, quella dell’addio. È sempre stata speciale, la Bassona, tre chilometri di spiaggia fra il lido di Dante e la foce del Bevano. Spiaggia fricchettona, a un’ora da Bologna, negli anni ‘60 e ‘70. Già  allora arrivavano i primi naturisti. Spiaggia vera, come lo erano quelle dell’intera Romagna prima che arrivassero le pensioni, gli hotel, le pizzerie, a spianare dune e tagliare pinete secolari. Le dune ci sono ancora, alla Bassona, e a primavera ci fioriscono le orchidee. Non a caso questi tre chilometri sono stati inseriti da Legambiente fra le 11 spiagge più belle d’Italia. «Oggi siamo qui – racconta Jean Pascal Marcacci, avvocato e presidente dell’Aner – perché siamo persone civili e prima di lasciare la Bassona vogliamo pulirla. Abbiamo raccolto plastica e altri rifiuti, riempiendo venti sacchi neri. Quando lasci una casa in affitto, la pulisci a fondo. Anche oggi – stamattina per fortuna c’era il sole – noi naturisti siamo fra i due e tremila. Abbiamo distribuito anche 1.000 portacenere di carta e buste per l’immondizia con la scritta: “Naturismo pulito”. E noi siamo “puliti” in tutti i sensi».
In Comune a Ravenna tireranno un sospiro di sollievo, perché da ormai cinque anni la presenza di queste persone non vestite non era gradita. Eppure per decenni la convivenza non era stata difficile. «L’ex sindaco Vidmer Mercatali ci aveva concesso un chilometro e mezzo di spiaggia, nel 2002. Aveva organizzato anche un servizio di salvataggio, con un bagnino. Poi è arrivato il sindaco Fabrizio Matteucci che noi chiamiamo il “mutandaro”, perché se fosse vissuto nei tempi giusti sarebbe stato in prima fila a mettere le mutande ai Santi della Cappella Sistina. Ha promesso a tutti che avrebbe vietato il nudismo alla Bassona, è stato rieletto con maggioranza bulgara e allora noi diciamo: eccole le chiavi della spiaggia, faccia ciò che vuole. Noi cerchiamo altri lidi. Certo, qualcuno ci rimpiangerà . Qui al lido di Dante ci sono due mega campeggi e centinaia di appartamenti che per l’80% sono utilizzati da noi naturisti. Arrivano qui olandesi, tedeschi e francesi che pur di trovare un posto tranquillo non badano a spese. Non verranno più e questo è un danno. Ma noi non potevamo più accettare soprusi».
L’ultima retata c’è stata nell’aprile del 1993. I bagnanti senza veli furono denunciati e multati, 274.000 lire a testa. Ma chi rifiutò di pagare fu assolto. Nel 2006 la Regione Emilia Romagna ha approvato una legge che permette il naturismo, ma poiché Azzeccagarbugli non vive solo ne «I Promessi Sposi», proprio questa legge, voluta dai naturisti, è servita a sloggiare chi ama il sole integrale. La legge 26 dice infatti che le zone per naturisti debbono essere recintate e avere i bagni a disposizione. Ma poiché la Bassona è giustamente oasi protetta, ultimo baluardo della Romagna che fu, c’è il divieto esplicito di costruire qualsiasi manufatto, come appunto i bagni o le recinzioni. Da qui i controlli della Forestale, che permettono il passaggio ma non la sosta, e multano chiunque si azzardi, dopo un bagno, a stendersi dieci minuti al sole per asciugarsi.
La spiaggia nudista più grande d’Italia prende dunque la via dell’emigrazione. «In altri luoghi, come all’isola del Mort (proprio ieri diventata area ufficiale attrezzata per gli appassionati del nudo, ndr) vicino a Jesolo, a Cesano di Senigallia o sempre nel ravennate a Lido Adriano, ci aspettano a braccia aperte. Andiamo via anche perché ci hanno accusato di attirare alla Bassona, con la nostra presenza nuda, certe brutte persone. È vero, in pineta e fra le dune si trovano scambisti, esibizionisti e guardoni. Ma non siamo noi a farli arrivare qui: prova ne sia che queste persone pericolose sono presenti anche in autunno e inverno, quando noi siamo lontani. Su questi tre chilometri noi per anni siamo stati comunque l’unico presidio organizzato, in grado di avvertire le forze dell’ordine quando venivano commessi reati. E siamo stati anche difensori di un turismo leggero, dicendo ai nostri associati di non salire sulle dune per non danneggiarle, di non lasciare nessun rifiuto…». La spiaggia è pulita, il vento si calma. C’è anche una gara di aquiloni, nell’ultimo giorno senza veli della Bassona. Da domani i «tessili» – così i naturisti chiamano chi in spiaggia non si toglie le mutande – potranno avere tre chilometri di spiaggia in più. Con divieto di fermata e di sosta.

 


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