Milano come Roma, aumenta il tram

MILANO— L’annuncio arriva, e pare una beffa, nel giorno dello sciopero dei mezzi pubblici, con la città  semi paralizzata dal traffico. A Milano, dopo dieci anni, aumenta da settembre il costo del biglietto del tram, da 1 euro a 1 e 50: viene però prorogata la validità  da 75 a 90 minuti, resta invariato il costo dell’abbonamento annuale e vengono introdotte agevolazioni per gli under 25 anni e la gratuità  per gli over 70 con reddito basso.
Tocca al neo sindaco Giuliano Pisapia e alla giunta di centrosinistra illustrare i termini della manovra economica che prevede, oltre al rincaro delle tariffe Atm, anche l’introduzione dell’addizionale Irpef (che però, nella misura dello 0,2 per cento, resta la più bassa d’Italia a fronte dell’esenzione più alta nel Paese, per i redditi fino a 26 mila euro) e, in prospettiva, la possibile introduzione della tassa di soggiorno e il ritocco della Tarsu, la tassa per la spazzatura. Sul biglietto del tram, in particolare, la giunta assicura di non avere avuto alternative: «L’applicazione di una decisione che era stata ipotizzata anche dalla giunta Moratti— spiega l’assessore alla Mobilità , Pierfrancesco Maran — risponde ad un obbligo di legge che impone l’incremento delle tariffe almeno del 20 per cento, pena 30 milioni di euro di sanzione» .
 In effetti, tutte le maggiori città  stanno rivedendo le tariffe dei mezzi pubblici: Roma ha già  previsto lo stesso aumento di Milano, da 1 euro a 1 e 50 per i biglietto singolo, sollevando l’ira delle associazioni dei consumatori e causando proteste che hanno investito l’amministrazione e l’Atac.
 La «multa» milanese si sarebbe aggiunta a 37 milioni di minori trasferimenti statali sul capitolo del trasporto pubblico e a 27 milioni di maggiori spese di servizio. Il ritocco delle tariffe dovrebbe invece portare in cassa oltre 60 milioni di euro. E la giunta annuncia in contemporanea alcuni provvedimenti che miglioreranno il servizio per quanto riguarda gli orari e le corsie riservate. Pisapia è categorico: «Abbiamo trovato un bilancio disastroso e in queste condizioni non avremo potuto rispettare il patto di stabilità , mettendo a rischio i servizi ai cittadini, che invece vogliamo salvaguardare» .
Una eventualità  che avrebbe provocato un ulteriore taglio dei trasferimenti statali (per 90 milioni di euro) e l’obbligo di ridurre la spesa corrente. «Sarebbe stata una “macelleria sociale”— assicura l’assessore al Bilancio, Bruno Tabacci — e saremmo stati costretti a tagliare i servizi» . Invece, con questa operazione, «rimettiamo in ordine il bilancio per garantire servizi sempre più efficienti» .
 Il centrodestra va all’attacco. «Cercheremo di contrastate questa sventagliata di gabelle — annuncia il senatore Riccardo De Corato (Pdl) — che si scaricheranno sulle spalle dei milanesi, soprattutto sul ceto medio, sul quale si abbatterà  una stangata di non poco conto che bastonerà  chi è già  bastonato» .


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