Oltre un milione di ”dipendenti”. E si gioca di più quando arriva la pensione

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Li Gotti lancia l’allarme dell’Antimafia su un fenomeno sociale, quello delle scommesse, lotterie e giochi, in grande espansione e che, spiega, si trasforma in una vera e propria “aggressione dei beni e dei patrimoni delle famiglie”, senza contare che spesso le ‘macchinette’ non sono collegate alla rete di controllo e sfuggono a qualsiasi forma di tassazione. A fianco a questo fenomeno di interesse per l’enorme quantita’ di danaro, il relatore sottolinea la presenza di “un problema sociale davvero grave. Si tratta del fenomeno della dipendenza da gioco compulsivo. I numeri dei malati da gioco compulsivo hanno superato il milione di unita’”.

Secondo alcuni dati di Confindustria “la stima del giocato per ogni italiano e’ pari ad una colazione ogni giorno, e’ cioe’ “1 euro e 62 centesimi” al giorno. “Dati statistici effimeri” per Li Gotti, perche’ c’e’ “chi fa 50 colazioni e chi non ne fa neanche una e cosi’ avviene nel gioco”. Inoltre, un altro dato acquisito dalla commissione Antimafia e’ che “i giorni di maggiore raccolta da gioco, specialmente nel settore del ‘Gratta e Vinci’, sono quelli di riscossione della pensione. È la povera gente che viene sollecitata continuamente e stimolata nella speranza della vincita”. Poi elenca alcuni dati: “La raccolta dal gioco lecito in Italia tra il 2003 e il 2010, ossia sette anni, e’ stata complessivamente di 309 miliardi di euro. L’intero comparto ha visto aumentare i volumi di raccolta ad un tasso medio annuo del 20,9% tra il 2003 e il 2009 e del 13% nel 2010, con una proiezione per il 2011 che arriva a oltre 70 miliardi di euro”. Pero’ accanto al gioco lecito (70 mld di introiti), “vi e’ un settore del gioco illecito che sfugge totalmente ai controlli, che e’ stimato dalla Guardia di finanza essere pari a tre volte il monte della raccolta lecita”. Insomma, insiste il senatore Idv membro della commissione Antimafia, “il settore del gioco costituisca il punto d’incontro di plurime gravi distorsioni dell’assetto socio-economico quali, in particolare, l’esposizione dei redditi degli italiani al rischio di erosione, l’interesse del crimine organizzato, la vocazione allo spasmodico arricchimento di taluni concessionari, che operano sovente in regime di quasi monopolio, il germe di altri fenomeni criminali come usura, estorsione, riciclaggio; infine, la sottrazione di ingenti risorse destinate all’erario”. (DIRE)

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