New York, la polizia sgombera Zuccotti Park

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NEW YORK – Re-Occupy Wall Street? Il giorno più lungo della protesta che da due mesi infiamma il mondo comincia con lo sgombero di Zuccotti Park in stato di guerra e finisce con una decisione del giudice – chiamato a esprimersi sulla sua legalità  – che riaccende le polemiche. I ragazzi non possono rientrare nella piazza: la decisione del Comune di liberarla per motivi sanitari è conforme alle regole del parco. Ma per le centinaia di persone che hanno manifestato per tutta la giornata – 200 arresti, violenze e il fermo anche di almeno quattro giornalisti – c’è solo una certezza: la lotta è appena cominciata. Anche perché il giudice stabilisce che non ci si può accampare ma il parco deve restare aperto: così in serata i dimostranti ricominciano a sfilare pacificamente sotto gli occhi della polizia.
«Occupazione mobile!» è lo slogan che trasforma la Grande Mela in un piccolo risiko: con i manifestanti che si spostano da una piazza all’altra inseguiti dai poliziotti. I ragazzi si scambiano messaggini per darsi gli ordini. Sgomberano Zuccotti? All’alba sono già  in Foley Square: è la piazza pochi isolati più in là , proprio davanti al tribunale. A decine si buttano sui prati per recuperare il sonno perduto nella battaglia della notte: ma arriva la polizia e si riparte. Per dove? «Seguite gli elicotteri: le proteste sono là ». Il corteo si piazza nel parchetto davanti a Trinity Church: e ricomincia la battaglia. Le manette per i giornalisti infiammano altre polemiche: la polizia non permette neppure di avvicinarsi a Zuccotti. Marce e sgomberi: Manhattan è a soqquadro. Finché l’ultimo ordine dell’«Occupazione mobile» riporta tutti lì: «Whose Park? Our Park!». Di chi è Zuccotti Park? Nostro… Ma non è così facile.
Lo sgombero era scattato con un annuncio lanciato sul mezzo più seguito dagli occupanti: Twitter. All’1.19 di notte l’ufficio del sindaco Michael Bloomberg ha diramato l’ultimatum: «Gli occupanti di Zuccotti devono temporaneamente abbandonare la zona e rimuovere tende e teloni. I manifestanti potranno tornare dopo che il parco sarà  stato pulito». Temporaneamente? L’una di notte non è certo l’ora di fare le pulizie. E la battaglia è infatti cominciata subito: con gli occupanti arroccati nella zona della “cucina”, al centro della piazza, e i poliziotti che hanno cominciato a sciamare dal ponte di Brooklyn. La verità  la sapevano tutti. Dopo lunghi tentennamenti – e il fallimento del blitz di poche settimane fa – il sindaco era deciso a riportare l’ordine. Anche perché domani è l’anniversario del secondo mese dell’occupazione, e i protestanti hanno già  annunciato di voler festeggiare con la marcia per «buttare giù Wall Street».
Ovviamente i poliziotti non si sono limitati a lanciare volantini che intimavano a liberare il parco e portare via gli effetti personali. Il Washington Post parla di inutile violenza: compresa la distruzione della biblioteca da campo di 5mila libri. Disoccupare Zuccotti sarebbe come disoccupare simbolicamente le tendopoli che sorgono in mezza America: e che in posti come Oakland hanno creato veri problemi di ordine pubblico facendoci scappare pure il morto. Occupy Wall Street è diventato un fenomeno mondiale. E perfino il leader, Kalle Lasne, il fondatore della rivista canadese Adbusters che ha lanciato l’occupazione, prima del blitz stava meditando di approfittare della manifestazione di giovedì per dichiarare vittoria: e tornare a casa.
In due mesi qui a New York si è visto di tutto: dai concerti degli eroi di Woodstock ai comizi di Michael Moore – passando per lo striptease di protesta e il matrimonio in tenda. I tabloid conservatori hanno denunciato anche un caso di violenza sessuale: i ragazzi hanno risposto con una tenda riservata alle sole donne. Il sindaco Bloomberg ha motivato lo sgombero parlando di problemi di salute pubblica. «New York è la città  dove ciascuno può esprimere se stesso: ma questo non avviene a Zuccotti Park». Non possono esprimersi i cittadini a cui sarebbe negato il parco: questo dice il sindaco e questo dice anche il giudice che si è espresso sul ricorso. Ma con la libertà  di sfilare Zuccotti torna a essere il centro della protesta d’America. Fino a quando?


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